Mattia Deidda

La Lazio vince per 3-2 nell’esordio europeo contro il Vitesse. La trasferta in terra olandese lascia indizi da tenere in considerazione. Ottimi i tre punti in rimonta, dimostrazione di una squadra che crede in quello che fa; lascia l’amaro in bocca che, per recuperare il risultato, sia stato necessario l’ingresso in campo di Immobile, Milinkovic-Savic e Lulic. La Lazio delle seconde linee è troppo lontana dalla qualità che è in grado di esprimere la squadra titolare. Si aspetta con insistenza il ritorno di Felipe Anderson e, soprattutto, di Nani. Il portoghese è l’uomo più importante portato a Roma dal mercato estivo. A differenza di molti acquisti della dirigenza biancoceleste, non è una scommessa. Nani è una garanzia.

Curriculum da campione

Tornando indietro nel tempo, l’affare Nani assomiglia all’arrivo di Klose. Due giocatori conosciuti, ma in una fase della carriera che porta a porgersi delle domande. Superati i trent’anni, non più voluti dai grandi club che girano in Europa. La Lazio ha fatto tesoro dell’esperienza passata e non ci ha pensato due volte: un giocatore come Nani non si trova in giro facilmente. Esperienza da vendere, così come la classe. Insieme a Felipe Anderson, il portoghese si contende la palma di giocatore più tecnico della rosa. Non è una speranza, ma una garanzia: Nani può fare la differenza, proprio come la faceva il tedesco. Ruoli diversi, ma stesso obiettivo: portare la squadra ad un livello superiore.

Dilemma modulo

Con Nani disponibile, Inzaghi si trova quasi con le spalle al muro. Non farlo giocare sarebbe una follia, ma i moduli che possono supportare la presenza in campo del portoghese, in aggiunta a Immobile, Anderson e Milinkovic-Savic, sono pochi. Anzi, ce n’è solo uno. Il 4-3-3, modulo per eccellenza per il calcio offensivo. Schieramento con cui Inzaghi avrebbe voluto iniziare il campionato, se non fosse stato per la vicenda Keita e l’infortunio di Felipe Anderson. Un centrocampo a cinque non è da prendere in considerazione: la fase difensiva non è nel DNA di Nani. Potrebbe essere la seconda punta vicino Immobile, ma questo significherebbe riportare Felipe Anderson sulla linea dei cinque centrocampisti. Utile e apprezzabile il sacrificio: ma vicino la porta il brasiliano è tutta un’altra cosa.

Recupero vicino

Il ginocchio è guarito, si aspetta di raggiungere una forma fisica accettabile. In sette giorni Nani dovrebbe essere a totale disposizione del mister. Inzaghi esulta: l’entrata del portoghese è una benedizione. Arriva giusto nel mezzo del primo ciclo di partite senza respiro. Nell’esordio in Europa League, Inzaghi ha provato a togliere quelli che possono essere considerati i due uomini più importanti per la squadra: Immobile e Milinkovic-Savic. La risposta ricevuta non è stata incoraggiante. Il tecnico conta i giorni: poter schierare Nani significa aumentare le rotazioni senza perdere di qualità. In casi di emergenza, il portoghese potrebbe anche coprire l’assenza di Immobile giocando da centravanti.