Mattia Deidda

La Lazio guarda avanti. Dopo la sosta Nazionali, gli uomini di Inzaghi saranno impegnati all’Olimpico contro il Milan. Primo big match del campionato per entrambe le squadre. Prima partita per indirizzare la stagione nel verso giusto. Se per il Milan c’è voglia di stupire dopo anni di buio, per la Lazio è arrivato il momento della conferma. La passata stagione i biancocelesti hanno sorpreso tutti, quest’anno l’obiettivo è migliorarsi. Il mercato ha portato giocatori nuovi, pronti per regalare il salto di qualità. Tra tutti, spicca il nome di Nani. Il portoghese è un calciatore tecnico, e vede in Felipe Anderson il compagno più simile in rosa. La domanda sorge spontanea: possono giocare insieme?

Adattamento e sacrificio

Due giocatori forti, troveranno sempre il modo di trovarsi in campo. Molto, però, dipende dalle idee di Inzaghi, che ha iniziato il campionato con la difesa a tre. Per indole o per età, nessuno dei due è propenso al sacrificio, nonostante l’anno scorso Anderson sia stato fatto giocare più lontano dalla porta. Una perdita di qualità evidente in fase offensiva. Considerando l’età, è il brasiliano il più papabile a retrocedere il raggio d’azione di qualche metro. La maggiore velocità, oltre alla già conoscenza del campionato (fattore da non sottovalutare), lo portano ad essere la migliore scelta per aiutare la squadra nel momento di non possesso. Un’idea, però, che non convince più di tanto. L’inizio di campionato ha evidenziato come alla squadra mancasse la variabile imprevedibile di un numero dieci. I migliori uomini devono stare il più vicino possibile alla porta.

Il modulo migliore per la convivenza

L’inizio di campionato con la difesa a tre è stato più un obbligo che una scelta. Con Keita in partenza e Felipe Anderson fermo ai box, il 4-3-3 non era applicabile. L’arrivo di Nani cambia tutto. Immobile punta centrale, il brasiliano a destra ed il portoghese a sinistra. Volendo, se la partita lo richiede, possono anche invertirsi. È l’unico modulo che permette di schierare in campo tutti i migliori. Insostituibili Immobile e Milinkovic-Savic. Il primo ha il suo posto fisso in avanti, il secondo può benissimo giocare nei tre di centrocampo, a fianco di Leiva e uno tra Parolo e Luis Alberto. Il ballottaggio, in questo caso, è tra l’italiano e lo spagnolo.

Parola ad Inzaghi

Molto dipenderà dalla situazione. Inzaghi ha dimostrato di essere un tecnico intelligente. Non esistono scelte definitive, ma solamente occasioni da valutare. Nonostante la Lazio abbia aumentato la qualità in campo, non tutte le partite potranno essere affrontate allo stesso modo. Infiniti i fattori che possono influire. La condizione fisica della squadra, gli infortuni, gli avversari. Inzaghi, comunque, sorride. Può utilizzare sia il 4-3-3 che la difesa a tre, che sia 3-5-2 o derivati. Qualcuno di importante rimarrà sempre fuori, ed è la notizia più bella che un allenatore possa avere.