Matteo Muoio

S’è acceso sulle battute finali il mercato della Lazio, l’asse con Mendes per la cessione di Keita ha dato i suoi frutti. Nella mattinata hanno sfilato in Paideia per le visite mediche i tre nuovi colpi del mercato biancoceleste, tutti portoghesi: i baby Pedro Neto e Bruno Jordao dal Braga, pagati a peso d’oro – tra i 15 e i 20 milioni il costo complessivo – e di cui si parla un gran bene, poi Luis Nani, l’erede di Keita, il colpo da copertina. Un’operazione intelligente, messa in piedi e chiusa nell’arco di una giornata, capace di ribaltare umori e pensieri della piazza. Un nome che scalda gli animi e fa sognare i tifosi, quello che serviva. In sede di mercato e sul campo. Perché Nani non è solo blasone e tricks, Tare potrebbe veramente avere individuato l’uomo giusto per colmare il vuoto lasciato dal senegalese. Il profilo migliore? Difficile dirlo, ma fare di meglio al 30 agosto era quasi impossibile. A certe cifre poi…

Nani con la maglia dello United

Nani, crack allo Sporting, campione allo United

Il curriculum parla per lui. Trentuno anni a novembre, un viaggio che parte in patria, da Lisbona e dallo Sporting, che lascia nel 2007 per legarsi allo United di Sir Alex Ferguson. A Manchester sognano di ripetere l’operazione Ronaldo, sono convinti di averne trovato il gemello. La carriera dell’esterno di origini capoverdiane non seguirà mai la parabola del fuoriclasse di Madeira, ma con i Red Devils riuscirà comunque a scrivere pagine importanti. Sette stagioni, 4 Premier League, una Champions, una Coppa del Mondo per club, 2 Coppe di Lega e 5 Community Shield. Duecentotrenta presenze e 41 gol totali, nel 2014 torna a casa dopo aver capito che a Manchester potevano fare a meno di lui. Una stagione su ottimi livelli allo Sporting, poi la Turchia e il Fenerbahce, dove viene votato miglior calciatore dell’anno dai tifosi. Non basta per convincerlo a rimanere, vuole un campionato più competitivo e Mendes lo porta al Valencia. In Spagna patisce qualche guaio fisico e, come tutti i compagni, l’annata nera della compagine guidata prima da Prandelli e poi dal traghettatore Voro. Comunque non sfigura, mettendo insieme 5 gol e 9 assist in 25 presenze. Bandiera del Portogallo, con cui da protagonista e vice-capitano ha vinto l’Europeo di Francia, con 112 apparizioni è il terzo di sempre per presenze e ottavo miglior marcatore con 24 reti.

Classe ed esperienza al servizio di Inzaghi

Ora l’Italia, che aveva sfiorato più volte negli ultimi anni: Conte lo voleva alla Juve, Mancini all’Inter. Ce lo hanno portato Lotito e Tare in prestito con obbligo di riscatto fissato a 8 milioni, se lo godrà Inzaghi. Che gongola, perché con Nani potrà tornare, quando necessario, al 4-3-3. Ma nel 3-5-2 potrebbe ritrovarsi un protagonista inaspettato. Il portoghese ha giocato spesso da seconda punta in nazionale, con buoni risultati, e anche in Turchia è stato provato nel ruolo in più di un’occasione. Potrebbe allungarsi la carriera, o magari regalarsi un’ultima parte ad altissimi livelli. Magari con l’aquila sul petto. Tra i migliori dribblatori d’Europa, classe, velocità, potenza, doti balistiche importanti. L’incognita riguarda la condizione fisica, ma le visite mediche sono andate bene e i fastidi al ginocchio degli ultimi periodi sembrano superati, lui stesso ha rassicurato i tifosi su Instagram. Professionista esemplare, anche Prandelli e il suo vice Pin, nelle ultime ore, hanno speso parole al miele per l’ex Sporting e Manchester. Che alla Lazio porterà tutta la sua esperienza internazionale, una manna per un gruppo giovane come quello di Inzaghi. E’ il calciatore più titolato mai acquistato da Lotito, nemmeno Klose vantava così tanti trofei in bacheca al momento dell’arrivo. Nani, l’uomo giusto al momento giusto, nel posto giusto. Anatomia di un gran colpo di fine estate.

Nani allo Sporting Lisbona