Redazione

Rispetto allo scorso anno, questa Lazio è innegabilmente migliorata. A parlare non sono solamente i risultati, ma anche e soprattutto il gioco espresso dall’undici biancoceleste, che finalmente sembra in grado di imporre il suo calcio agli avversari, piuttosto che puntare sull’attesa e sul contropiede. Metodo che, tra l’altro, ha funzionato egregiamente nella stagione 2016/17, permettendo ai ragazzi di Inzaghi di avere la meglio su avversari più quotati e con un tasso tecnico maggiore. Ma nella vita si cresce e anche la Lazio all’italiana, complice la qualificazione all’Europa League, sta cambiando d’abito e si veste in stile continentale.

La Lazio segna, ma subisce molto

Eppure c’è un ma. La Lazio propositiva si è vista sempre, anche in Supercoppa contro la Juventus e contro il Milan di Montella. Alcuni meccanismi però sono evidentemente da registrare, soprattutto in fase difensiva. Immobile segna con continuità, ma se lì dietro si continua a subire reti a volte anche evitabili, la strada diventa in salita. Otto gol in sei partite, non una media particolarmente rassicurante, soprattutto quando all’Olimpico sta per scendere in campo la squadra che in questa Serie A ha segnato di più, il Napoli delle 3,75 reti ogni novanta minuti.

Centrocampo folto per contenere il gioco del Napoli

Ovvio quindi che Inzaghi, al di là della necessità di proseguire in questo processo di crescita, possa considerare l’idea di fare un, seppur leggero, passo indietro. Il 3-4-2-1 non si discute, è lo schema che permette (al momento, attendendo che Felipe Anderson e Nani ritrovino la forma migliore) di far convivere tutti i talenti presenti nell’organico biancoceleste. Con tutta probabilità sarà l’atteggiamento però a mutare. Scoprire il fianco, soprattutto contro questo Napoli, non è consigliabile. Gli azzurri sono asfissianti, controllano il gioco con maestria e con piglio propositivo e sfidarli sul loro terreno di caccia è una scelta che Inzaghi farebbe meglio ad evitare.

Stare chiusi e ripartire velocemente

Una resa? No, perchè, anche se pian piano la Lazio si sta affrancando da questo stile di gioco, in fondo è quello che i ragazzi di Inzaghi sanno fare meglio. Un piccolo ritorno al passato non andrebbe certo ad inficiare l’ottimo lavoro fatto dal tecnico negli ultimi 15 mesi. E di certo creerebbe più di qualche grattacapo al Napoli a trazione offensiva, che a quel punto dovrebbe preoccuparsi di non scoprire troppo il fianco alle ripartenze biancocelesti. Inzaghi, conscio della forza dell’avversario, fa di necessità virtù e chiude la diga. Sarri però non può dormire sonni tranquilli, perchè quando si aprono le chiuse, la Lazio sa essere travolgente.