Luigi Pellicone

Calma e gesso. Non è successo alcunchè di irreparabile: la Lazio ha perso e anche male con il Napoli. Forse la squadra più forte del campionato. Quella, con molte probabilità, destinata a vincerlo. Ecco, appunto: è anche possibile perderla, una partita. La Lazio non è il Real Madrid, sebbene anche Cristiano Ronaldo e compagnia si prendano, persino loro, qualche pausa.

Non è colpa di Lotito, né di Tare

Social scatenati, dopo l’infortunio occorso a De Vrij. E torna di moda lo sport preferito: attaccare Lotito. Colpevole, questa volta, di non aver comprato un centrale difensivo. Preso atto che la critica è un diritto esercitabile, è veramente difficile rintracciare una squadra che dopo 5 giornate di campionato si ritrova con 5 difensori centrali tutti infortunati. Chi non ha voglia di parlare di sfortuna, può almeno accettare l’insieme di casualità negative. E difficilmente, anche con Paletta in campo, sarebbe cambiato qualcosa

Non avere la memoria corta

Questa Lazio è la stessa squadra che è stata esaltata dopo la vittoria in Europa League? O quella ricoperta di elogi dopo aver violato Marassi? Bene. Perchè prima di Lazio-Napoli i giudizi erano tendenti alla lode? E perchè dopo Lazio-Napoli è scattata la contestazione a Lotito e Tare? Critiche invero ingenerose. Perlomeno poco coerenti. La memoria corta è un brutto difetto, se aggravato dal pregiudizio verso la dirigenza. Tare ha costruito la squadra che ha perso contro gl azzurri e non ci piove. Tare è anche lo stesso che ha costruito una squadra capace di strappare un trofeo alla Juventus e di arrivare imbattuta alla sfida contro la prima della classe. Ah, per la cronaca, prima degli infortuni era anche in vantaggio…

Cosa pretendere da questa squadra?

Perdere è sempre fastidioso. Soccombere in casa dopo essere passati in vantaggio è ancora più fastidioso e difficile da accettare. É anche vero però che il Napoli è la più seria candidata alla vittoria dello scudetto. La Lazio, invece, dove può arrivare? Una domanda che racchiude, forse, la quintessenza di cotanta delusione. Chi ritiene Inzaghi alla guida di un gruppo capace di vincere lo scudetto ha tutto il diritto di arrabbiarsi perché ha perso uno scontro diretto per la lotta tricolore. Chi invece ritiene che la Lazio possa ambire a un posto Champions ha una reazione molto più equilibrata: meglio dunque, sgomberare il campo da equivoci pericolosi. In Italia non c’è spazio per un miracolo Leicester. Il campionato è troppo mediocre per permetterlo. Dunque, la Lazio è da Champions? Lo sarà se una delle quattro squadre sulla carta più attrezzate (milanesi, Juventus e Napoli) “bucheranno” la stagione. Inzaghi ha il dovere di provarci. Anche attraverso l’Europa League. Non è cosi impossibile arrivare in fondo…