Mattia Deidda

Un punto di riferimento. Inzaghi si gode il momento magico e guarda avanti con una certezza: Radu non ha bisogno della fascia per essere un capitano. Il rumeno fa compagnia ad Immobile, ed anche se non avrà mai lo spazio mediatico dell’italiano, rappresenta comunque una colonna di questa squadra.

Sempre presente

Ad eccezione della sfida di Europa League contro il Vitesse, Inzaghi non ha mai rinunciato a Radu. Iniziando con la finale di Supercoppa contro la Juventus e terminando con l’ultima sfida di campionato contro il Verona. Sempre in campo, e se la partita lo richiede, sempre per novanta minuti. L’unica gara in cui il tecnico gli ha risparmiato dieci minuti è stata quella contro il Milan, match che non aveva più nulla da dire. Oltre alle presenze, a convincere è la continuità di rendimento. Sempre prestazioni positive, in linea con la squadra, che sta vivendo un grande inizio di campionato. A sorprendere maggiormente è la concentrazione con cui scende in campo: in sette partite giocate, una sola ammonizione, nella sconfitta contro il Napoli. Nulla a che vedere con la stagione passata, quando dopo sei presenze aveva già raccolto cinque cartellini gialli.

Non serve la fascia per essere un capitano

La società ha scelto: il capitano della squadra è Lulic. Radu accetta la decisione e guarda avanti. Sinonimo di maturità e di intelligenza. Inzaghi ringrazia: c’erano tutti gli ingredienti per vedere un nuovo caso Candreva, rimasto deluso quando la fascia terminò sul braccio di Biglia invece che sul suo. Non è stato così. Radu ha dimostrato tutto l’amore possibile verso i colori biancocelesti. Nessuno lo avrebbe criticato se avesse avanzato delle pretese: sono undici stagioni che gioca con la maglietta della Lazio sulle spalle. Eppure non c’è stata neanche una parola fuori posto. La squadra lo riconosce come leader, con o senza fascia da capitano: è lui il simbolo di questa Lazio.