Mattia Deidda

Inferno, purgatorio, paradiso, ancora inferno e di nuovo paradiso. Se Dante dovesse riscrivere la Divina Commedia oggi prenderebbe spunto dalla Lazio, ed il viaggio sarebbe molto più lungo. I biancocelesti espugnano l’Allianz Stadium come neanche nei più intrepidi sogni dei tifosi. Sotto nel risultato, pareggia Immobile e poi ribalta tutto su rigore. Entra Dybala, palo. Rigore per la Juventus all’ultimo secondo di gioco disponibile: parata di Strakosha.

Inzaghi, fiducia piena nella panchina

Immobile, Luis Alberto e Lulic, i tre giocatori più rappresentativi di questo inizio campionato della Lazio, contro la Juventus accomunati da un aspetto impossibile da pronosticare: la panchina. Dopo aver ribaltato il risultato, con i bianconeri pronti all’assalto, Inzaghi li toglie dal campo. Luis Alberto al 72′, Immobile al 76′ e Lulic all’84’. Al loro posto Nani, Caicedo e Patric. Una mossa avventata, forse in parte necessaria, che sottolinea l’enorme fiducia che Inzaghi pone nei suoi uomini.Tutti parte del progetto, anche in partite delicate come questa, dove nessun calo di concentrazione è ammesso.

Strakosha, eroe per un giorno

Si può chiamare fortuna, si può chiamare Strakosha. Il portiere della Lazio è il principale artefice della vittoria biancoceleste. Passata in secondo piano la doppietta di Immobile: il rigore parato all’ultimo secondo vale l’emozione di una carriera. Fortunato, questo sì, nella traversa colpita da Higuain su rinvio. Ma la fortuna conta poco quando l’albanese si è trovato davanti il centravanti argentino, subito dopo l’1-1 di Immobile. Ipnotizzato l’ex Napoli, parata salva partita. La Lazio ribalta poi il risultato. Potrebbe bastare questo per essere protagonisti di giornata, ma per l’estremo difensore laziale la gara non era ancora terminata. Il rigore parato a Dybala fa esplodere la panchina, e porta i sogni biancocelesti in alto come non mai. Ogni squadra vincente si costruisce dal portiere: la Lazio può contare su un vero numero uno.