Adriano Stabile

Continuando così il calcio giovanile, a Le Havre, diventerà un’icona locale come già lo sono il mare, il centro storico patrimonio dell’Unesco o il pittore impressionista Claude Monet, nato a Parigi ma cresciuto sin da bambino in questa città della Normandia, nel nord della Francia.

Nel vivaio del Le Havre Athletic Club, che nella sua ultracentenaria storia ha vinto soltanto una Coppa di Francia nel 1959, sono passati talenti come Paul Pogba, Dimitri Payet, Riyad Mahrez e Lassana Diarra.

I giovani talenti passati da Le Havre

Nel 2007, quando ha solo 14 anni, un ragazzino esile ma pieno di talento varca la soglia d’ingresso dell’accademia giovanile del Le Havre, fondata nel 1983 e tra le più accreditate di Francia. È Paul Pogba, cresciuto nel Roissy-en-Brie e approdato nel club celeste-blu dopo una stagione al Torcy. Con la squadra under 16 del “Le Hac” Pogba sfiora il titolo nazionale giovanile, sfumato in finale contro il Lens. Dopo due stagioni in Normandia il futuro “polpo” attraversa la Manica per andare a giocare nel Manchester United.
Il Le Havre, che non riceve alcun introito dalla partenza del giovane campioncino di colore, si indigna, parla di “furto” del calciatore e fa ricorso alla Fifa per chiedere i danni. Ne nasce un contenzioso che, dopo qualche scaramuccia, viene risolto con un congruo pagamento da parte dei Red Devils. Nel frattempo anche il Torcy reclama un premio di formazione al Le Havre, che a sua volta aveva tesserato Pogba senza sborsare un euro.

PAYET, DA LA REUNION A LE HAVRE
Meno complicato l’approdo da queste parti di Payet, trequartista trentenne molto apprezzato per la sua tecnica, la sua velocità e il suo estro. Nato nell’isola di La Reunion, dove è passato a fine carriera anche il mitico Roger Milla, Payet tira i primi calci a un pallone nel Saint-Pierroise, club locale affiliato all’accademia del Le Havre. Così nel 1999, quando ha 12 anni, il passaggio nel vivaio della squadra della Normandia è fisiologico.

La militanza di Payet nel Le Havre però non è costellata di soli successi: viene accusato di indolenza e di avere un carattere difficile e così, dopo quattro stagioni, se ne torna nell’isola La Reunion per giocare nell’Excelsior. Poi, nel gennaio 2005, la sua carriera decolla grazie all’interessamento del Nantes che gli fa firmare il primo contratto professionistico a 18 anni.

Dallo scorso gennaio, dopo aver fatto bene nel West Ham in Premier League, è tornato in patria, nell’Olympique Marsiglia, in cambio di 30 milioni di euro. Da qualche giorno è stato nominato capitano dell’OM, dall’alto della sua classe e delle sue 35 presenze nella nazionale francese.

MAHREZ CAMPIONE NEL LEICESTER DI RANIERI
A Roma, in questi giorni di calciomercato caldissimo, sognano di conoscere presto ogni segreto di Riyad Mahrez, talento algerino che piace tanto ai giallorossi. L’esterno del Leicester City, tra gli uomini di punta della squadra di Ranieri vincitrice della Premier League nel 2016, approda in Inghilterra direttamente dal Le Havre, con cui fa tutta la trafila, dalle giovanili alla prima squadra, tra il 2010 e il 2014.

Mahrez, che oggi ha 26 anni, in quattro stagioni nel “Le Hac” raccoglie, tra prima e seconda squadra, 120 presenze in campionato con 30 gol realizzati. Quando arriva sulle rive della Normandia, a 19 anni, preferisce formarsi nella rinomata accademia del Le Havre piuttosto che cedere all’ammaliante corte del Paris Saint-Germain o del Marsiglia, che gli hanno messo gli occhi addosso.

LASSANA DIARRA, PESCATO A LE HAVRE DA MOURINHO
A Le Havre muove i primi passi da calciatore vero, nel 2004-05 in Ligue 2, Lassana Diarra, che oggi, a 32 anni, ha scelto i soldi dell’Al-Jazira per un ricco tramonto professionale. Prima di conquistare, con la sua grinta, il centrocampo del Real Madrid, Diarra si mette in luce a cavallo dei 20 anni nel club celeste-blu, conquistando un posto da titolare nell’Under 21 francese. Nel luglio del 2005 José Mourinho lo chiama al Chelsea e da Stamford Bridge il giovane “Lass” spicca il volo verso il calcio che conta.

Pogba, Payet, Mahrez e Diarra non sono gli unici fiori all’occhiello dell’accademia di football del Le Havre. Sui campi di questo antichissimo club francese sono cresciuti anche i portieri Steve Mandanda, 32enne estremo difensore dell’Olympique Marsiglia con 24 presenze nella nazionale transalpina, e Carlos Kameni, 33 anni, nazionale camerunese di lungo corso, nel 2011 a un passo dalla Roma e appena sbarcato al Fenerbahçe, in Turchia.

DA QUESTE PARTI ANCHE DHORASOO, EX DEL MILAN
Da ricordare anche Pascal Chimbonda, ex difensore di Tottenham e Blackburn Rovers, Vikash Dhorasoo, che ha giocato nel Milan nel 2004-05, e Florent Sinama-Pongolle, attaccante giramondo con esperienze anche nel Liverpool, nel Valencia e nell’Atletico Madrid.

A Le Havre, però, non è più sufficiente il solo vanto di tanti gioielli sparsi per il mondo: il presidente statunitense Vincent Volpe, figlio di un italiano e proprietario del club dal 2015, finora non ha mantenuto la promessa di riportare la squadra in Ligue 1. «Ha incasinato il club» dicono i tifosi più critici dopo un quarto e un ottavo posto nelle ultime due stagioni nella Serie B francese.
Qualcuno è stanco di vivacchiare in Ligue 2, dove il Le Havre milita quasi ininterrottamente dal 2000, a parte un paio di promozioni nel massimo campionato subito seguite da una retrocessione. Adesso è il momento di tornare in auge, magari aiutandosi con qualche giovane di talento cresciuto in una delle accademie calcistiche più rinomate di Francia.