Adriano Stabile

Può una squadra campione retrocedere nell’anno successivo al titolo? Se lo starà chiedendo un preoccupato Claudio Ranieri il cui Leicester, sconfitto domenica 3-0 dal Southampton, sta scivolando verso le sabbie mobili della Premier League, a soli 5 punti dalla zona retrocessione. La risposta al tecnico romano delle Foxes arriva proprio dall’Inghilterra, dove 80 anni fa è maturato il caso più celebre di una squadra “scudettata” e poi retrocessa.

Il Manchester City campione e poi retrocesso

Il Manchester City visse un sogno nel 1937, conquistando il suo primo titolo inglese (come il Leicester…) mentre gli odiati cugini del Manchester United retrocedevano. Nella stagione successiva però pagò pesantemente dazio: si classificò al penultimo posto scendendo in Second Division mentre i concittadini dei Red Devils tornavano nel massimo campionato.

Nella stagione del trionfo i Citizens partirono male, incassando 7 sconfitte nel girone d’andata, per poi mettere il turbo nel ritorno e andare a vincere il campionato grazie a 22 partite senza passi falsi (15 vittorie e 7 pareggi). Trascinatori furono il nordirlandese Peter Doherty (omonimo dell’odierno cantante “maledetto”, leader dei Babyshambles), bomber della squadra con 30 reti, l’ala sinistra Brook, protagonista a quasi 30 anni della sua miglior stagione in carriera con 20 gol realizzati, Tilson e lo scozzese Herd, autori di 15 gol a testa. Tra i pali c’era il gigantesco Frank Swift, portiere affidabile (successivamente anche nella nazionale inglese), che sarebbe morto nel disastro aereo del Manchester United nel 1958, quando faceva il giornalista per il “News of the World”.

Vinto il campionato inglese, il Manchester City fu protagonista di un’incredibile dietrofront: i Citizens a novembre vinsero la Charity Shields, ma, nonostante il gioco d’attacco, chiusero una First Division equilibratissima all’ultimo posto, appaiati al West Bromwich Albion, retrocedendo in Second Division. A rendere ancor più unica quella debacle c’è il fatto che il Manchester City finì la stagione con il miglior attacco del campionato (80 gol realizzati, 3 in più dell’Arsenal campione) e una differenza reti positiva (+3). Forse anche per questo l’allenatore Wilf Wild, che l’anno precedente aveva guidato il City al titolo, non venne esonerato neanche dopo la retrocessione, restando in carica fino al 1946.

campioni retrocessi

Il Manchester City campione inglese nel 1936-37

NORIMBERGA E HERFØLGE, CHE DELUSIONE
A tempi più recenti risale il crollo dell’Herfølge Boldklub, sorpresa del campionato danese, capace di vincere il titolo nel 2000, trascinato dai gol dei semisconosciuti Jesper Falck e Kennet Jensen, e poi penultimo e retrocesso nella stagione successiva, sia pur con l’“attenuante” di un campionato con sole 12 partecipanti.

Stessa sorte crudele è capitata al Norimberga, in Germania: nel 1968, con l’austro-tedesco Max Merkel in panchina, vinse il suo nono e ultimo campionato tedesco, precedendo di 3 punti il Werder Brema. In quella formazione, senza grandi fuoriclasse, si mise in luce soprattutto il piccolo attaccante 31enne Franz Brungs, autore di 25 reti. Nella stagione successiva la fortuna finì di colpo e i campioni in carica si piazzarono penultimi in Bundesliga, retrocedendo ad appena un anno dall’apoteosi.

Campioni retrocessi

Il Norimberga vincitore della Bundesliga 1967-68

MILAN E JUVE PUNITI DALLA GIUSTIZIA SPORTIVA
In Italia non esistono casi di squadre retrocesse sul campo con lo scudetto sulle maglie. Per la verità è accaduto soltanto una volta, con lo zampino però della giustizia sportiva. Il Milan, campione d’Italia per la decima volta nel 1978-79, si ritrovò coinvolto nel calcioscommesse pochi mesi più tardi. Così, il terzo posto del 1979-80 fu tramutato in piena estate in una retrocessione a tavolino (stessa sorte della Lazio) dalla Corte d’Appello Federale, proprio mentre i rivali dell’Inter festeggiavano il titolo. Il presidente rossonero Felice Colombo fu radiato, il mitico portiere Albertosi si beccò 4 anni di stop, mentre gli altri milanisti coinvolti (Chiodi e Morini) se la cavarono con squalifiche di qualche mese. Ancor peggio è andata, per certi versi, alla Juventus: con Calciopoli (gli illeciti di Moggi e Giraudo) passò in poche settimane dalla gioia per due scudetti vinti (con l’inganno però) alla retrocessione in Serie B a tavolino (più penalizzazione) decisa dalla giustizia sportiva. Nel Belpaese della corruzione, non potevamo negarci due precedenti di “campioni e retrocessi” davvero ineguagliabili.

Moggi Giraudo

Antonio Giraudo e Luciano Moggi, radiati per Calciopoli