Redazione

Stephan Lichtsteiner fuori dalla lista Champions. Un film già visto. Lo scorso anno, Allegri compie la stessa scelta, salvo poi ritornare sui suoi passi. Il “bis”, quanto mai sgradito al calciatore, è stato accettato con grande professionalità e attaccamento alla maglia.

Le parole di Lichtsteiner dopo l’esclusione dalla lista Champions

Una scelta anche in chiave mercato

Dopo la cessione di Bonucci, Lichtsteiner è uno dei 5 reduci del primo scudetto del lungo ciclo bianconero, insieme a Barzagli, Buffon, Marchisio e Chiellini. I tifosi gli sono molto legati, a tal punto da perdonargli anche qualche cross sbagliato di troppo. Lo svizzero si fa apprezzare per corsa, grinta, abnegazione e sudore. Si è “guadagnato” la riconferma, complice l’addio di Dani Alves. Le incertezze di De Sciglio lo hanno “blindato” alla Juventus, ma ha un contratto in scadenza nel 2018, che probabilmente non sarà rinnovato. La sensazione è che a gennaio il ragazzo possa essere venduto. Nel frattempo, la non convocazione regala una ragionevole certezza:  Asamoah non andrà in Turchia.

Esclusione tattica, più che tecnica

Lichtsteiner ha giocato tutte le tre partite ufficiali della Juventus partendo sempre da titolare. Ecco perchè la sua esclusione stupisce un po’ tutti. In realtà ha un senso. La difesa della Juventus è ancora molto forte, ma è meno inattaccabile rispetto allo scorso anno. Inutile raccontarsi bugie: l’assenza di Bonucci si sente. E serve un piccolo giro di vite. In questo senso l’arrivo di Howedes e la presenza di Alex Sandro dall’altra parte, consentono ad Allegri di sperimentare una difesa a 3 e ½ sfruttando il tedesco che può essere impiegato sia come centrale che in basso a destra. Un modulo che permette ad Alex Sandro di sganciarsi con serenità senza perdere equilibrio a centrocampo dove, l’assenza di Marchisio “promuove” Asamoah che all’occorrenza può muoversi anche come centrocampista. In attesa, ovviamente, di recuperare il miglior De Sciglio, ancora alla ricerca della condizione ideale.