Redazione

A guardare lo Stadio Pierre Mauroy a Villeneuve-d’Ascq, una new town a poca distanza da Lilla, sembra passato un secolo da quando la squadra guidata da Rudi Garcia e con in campo Eden Hazard, Gervinho e Moussa Sow vinceva la Ligue 1. Una cavalcata trionfale, conclusa con ben otto punti di vantaggio da Marsiglia e Lione. Un team costruito per vincere e che sembrava potesse aprire un ciclo in Francia e dire la sua in Europa. Alla fine non è andata così, l’arrivo degli sceicchi del PSG ha totalmente cambiato le gerarchie del campionato transalpino, ma va anche detto che il Lille ultimamente ci ha messo parecchio del suo per perdere la sua posizione tra le big del calcio francese.

Lille, caos in squadra, in panchina…

E la classifica di quest’anno parla chiaro, posizione numero 18 (su venti squadre), esattamente come i punti raccolti nelle prime diciassette partite. La squadra, tecnicamente parlando, è confusa e non abituata a sgomitare per sopravvivere. A guidarla ci vorrebbe una mano ferma e risoluta, ma anche in panchina non è che le cose vadano meglio. Bielsa, almeno ufficialmente, è ancora l’allenatore, ma è stato allontanato e ora attende i circa quindici milioni di euro restanti del contratto che aveva firmato con la società. A prendere il suo posto al momento c’è un quadrumvirato, nell’attesa che venga definito l’addio del tecnico argentino. Una situazione simile farebbe giocar male chiunque. E se continuiamo a scalare la montagna, per arrivare in cima, forse va ancora peggio.

…ma anche e soprattuto societario

Il nuovo presidente, Gerard Lopez, spagnolo con passaporto del Lussemburgo, ha acquistato il Lille dalla vecchia gestione, quella vincente di Seydoux, e in estate ha fatto sperare i tifosi spendendo oltre 70 milioni di euro per la campagna acquisti, portando allo Stade Pierre Mauroy in particolare tre talenti brasiliani, Thiago Maia, Thiago Mendes e Luiz Araújo, prelevati dal Santos (il primo dei tre) e dal San Paolo, a cui si sono aggiunti altri calciatori provenienti perlopiù dalla Ligue 1. I risultati in campo però non hanno convinto, esattamente come i bilanci del club. Che sono sotto stretta osservazione dell’organo di controllo finanziario del campionato transalpino, assieme alle garanzie economiche presentate dalla nuova proprietà, che però risultano non sufficienti.

Senza garanzie, il Lille dovrà vendere i pezzi pregiati

Un bel caos a ogni livello societario, che non promette di risolversi a breve. Al punto che probabilmente a gennaio aprirà il supermercato Lille, in cui i pezzi pregiati potrebbero essere messi all’asta al miglior offerente per evitare guai peggiori come il fallimento. In lista ci sono i nuovi arrivi, ma anche vecchi pallini del mercato europeo come El Ghazi il franco-algerino Benzia, trequartista ed ex stella delle giovanili del Lione. Una brutta situazione, soprattutto per la passione che i tifosi dei Mastini del nord hanno sempre dimostrato. Anche in questo momento così complicato, le presenze allo stadio non sono ancora mai scese sotto i 28000 spettatori. Una bella dimostrazione di fiducia per la squadra e la società. Resta però da vedere quanto sia effettivamente meritata…