Riccardo Stefani

Le stelle per noi sono dei meravigliosi puntini bianchi luminosi nel limpido cielo notturno. Niccolò Copernico, o meglio il polacco  Kopernik, però ha spiegato che quei puntini sono degli immensi corpi che ci guidano a capire l’orbita della terra attorno al sole: rivoluzione, in tutti i sensi. E da poco più d’un anno, in quel di Genova, è arrivato un nuovo astronomo polacco: Karol Linetty. Sembra proprio lui l’artefice della riscoperta delle armoniose orbite della mediana blucerchiata.  Per sviluppare la sua teoria è bastato interpretare praticamente tutti i ruoli del centrocampo di Giampaolo, essere un po’ Terra, un po’ Sole, un po’ Marte e talvolta addirittura la stella di un altro sistema. Copernico era sì un astronomo ma anche un ecclesiastico, un giurista e un medico. Ma anche Linetty, a modo suo, è tutto questo.

Linetty, L’ecclesiastico del pallone

Il piccolo Karol, nato e cresciuto nella più che periferica area di Znin, era conosciuto da tutti come il bambino col pallone. Devoto a quel pallone più di qualsiasi altra cosa, giocava ovunque gli capitasse e la sua fedeltà veniva ricambiata dal pallone: quella sfera di cuoio remunerava tale devozione rimanendogli attaccata, obbedendogli e facendolo apparire un vero mistico tra i suoi coetanei. Così il Lech Poznan, squadra di prima divisione polacca, lo nota e nel 2012 lo porta con sé. Il ragazzo non fa in tempo a mettersi in luce con le giovanili come seminarista che la prima squadra lo convoca. Nel campionato 2014/2015 arriva prima il trionfo in campionato polacco e, alla ripresa della stagione seguente, quello in Supercoppa.

Linetty il giurista

“Dura lex sed lex”: anche se la legge è dura va rispettata. Linetty lo sa e ha i suoi buoni metodi per far rispettare le leggi di Mister Giampaolo, rispettandole egli stesso ed usando le maniere forti quando la situazione sembra sfuggire dalla propria giurisdizione. Nonostante non sia un gigante, il suo baricentro basso ed il suo equilibrio gli consentono non solo di reggere il confronto, ma anche di vincerlo, contro avversari molto più prestanti, contro i quali si sveste della toga e si limita all’uso del martelletto. Karol sembra molto legato alla disciplina e sul campo e nonostante l’agonismo e qualche cartellino giallo, non è da considerare un calciatore scorretto, anche soprattutto da mezz’ala diventa parecchio irruento.

La cura Linetty

Il suo primo goal in Italia spiega la sua vocazione alla medicina: con quella marcatura Linetty provava a riaprire una gara che sembrava persa, realizzando il primo dei goal dei doriani, in svantaggio di due reti. Il tentativo di sutura del giovane centrocampista porta altre due marcature ai liguri, che però non bastano a rimarginare la ferita da sette punti realizzata dalla Lazio. Le sue diagnosi però sembrano sempre più azzeccate e lo dimostra l’inserimento chirurgico, la specialità della casa, che l’ha portato a colpire di bisturi il Chievo, e le varie e precise suture difensive.