Luca Marchetti

Il progetto dell’Inter è molto chiaro. Al di là della competizione mediatica con il Milan (ma vi abbiamo spiegato che il Milan ha le mani libere, oltre che tanti soldi da spendere, l‘Inter invece è vincolata agli accordi con la Uefa), è la filosofia di fondo a essere diversa. Il Milan vuole rinnovare e vincere da subito. L’Inter è convinta di non dover stravolgere troppo la squadra già a disposizione e, invece di prendere giocatori già affermati, punta a dei talenti che possono diventare campioni.

Basta guardare i nomi

che sta seguendo la società nerazzurra in questi giorni. Vecino, classe 1991, è il più vecchio ed è una richiesta espressa di Spalletti che voleva avere un altro uomo d’ordine e di fosforo (olte Borja Valero) in mezzo al campo. L’Inter poi ha portato a casa un 2000 dall’Argentina (Colidio, attaccante del Boca Juniors che arriverà a gennaio). Sta trattando con la Sampdoria Schick (attenzione anche al PSG e al Borussia Dortmund, la trattativa non è scontata), ha messo gli occhi su Richardson del Fluminense, anche lui attaccante che piace sia al Milan che all’Ajax, si fa una chiacchiera con gli agenti di Borna Sosa, terzino sinistro della Dinamo Zagabria e punta per l’esterno offensivo a un’accoppiata di talenti senza confini nel panorama europeo: Keita e Martial, che andrebbeo a sostituire Perisic e a dare freschezza e gol all’attacco nerazzurro.

Insomma l’Inter vuole cambiare sì, ma vuole farlo guardando al futuro.

I giovani sono sempre stati il grande background di Piero Ausilio, che proprio dai successi del settore giovanile nerazzurro ha costruito i suoi personali. I giovani sono la grande sfida di Sabatini, direttore tecnico di Suning. Insieme hanno tirato fuori una serie di giocatori “scoperti” non indifferente. È su questo che punta la società: classe e freschezza. L’Inter che guarda al futuro. Anche a livello internazionale…