Riccardo Gentile

Tutto ha avuto inizio il 10 luglio del 2009, poco più di 7 anni fa. Per questo, non c’è nessun bisogno di utilizzare il passato remoto. Quel giorno, a Markranstädt il RedBull Lipsia gioca la sua prima partita ufficiale, un’amichevole contro il Bannewitz. Per poi debuttare, poco dopo nell’Oberliga Sud. In meno di 7 anni a Lipsia si è passati dalla quinta divisione alla Bundesliga, una scalata che ha sorpreso tutta la Germania, ma perfettamente in linea con quelli che erano i programmi della multinazionale austriaca. Dopo aver fatto lo stesso a Salisburgo, a New York e in Brasile, a Campinas, la RedBull si è lanciata alla conquista della Germania, con l’obiettivo di spendere circa 100 milioni di euro in 10 anni e centrare nel più breve tempo possibile la qualificazione alle coppe europee.

Lipsia: obiettivo Bayern Monaco

Con un pensiero stupendo in più, insidiare prima o poi lo strapotere del Bayern Monaco. Volere è potere, si dice, ma onestamente era impossibile ipotizzare che dopo nove giornate di campionato la seconda forza della Bundesliga fosse proprio il Lipsia. Soltanto due punti di distacco dal Bayern di Ancelotti, con un +6 sul Borussia Dortmund. Il RedBull Lipsia è la migliore neopromossa di sempre nella storia del calcio europeo. In 128 anni, mai nessuno era partito così bene nei principali campionati europei. Neanche la Juventus nel 2007. Il merito è tutto di una società che a tempo di record è riuscita a costruire una squadra competitiva e di un allenatore, Ralph Hasenhüttl, ora apprezzato anche dai suoi avversari. Robben, di recente, lo ha addirittura paragonato a Guardiola. Il Bayern, inevitabilmente, sente la pressione di un avversario che ha davvero poco da perdere e che ha nel gruppo la sua forza. Non c’è una star, ma giovani di prospettiva come Werner e e Selke in attacco, Sabitzer e Naby Keita a centrocampo. Ma Lipsia in Germania non è esattamente come il Sassuolo in Italia. In molti, da noi, guardano con simpatia ai giovani allenati da Eusebio Di Francesco, In Bundes il Red Bull è, per distacco, la squadra più odiata. In questa stagione, in Coppa, i tifosi del Dresda hanno lanciato in campo una testa di toro mozzata. Un gruppo ultrà del Dortmund ha disertato la trasferta a Lipsia, quelli dell’Amburgo hanno indetto un sit-in dalla stazione ferroviaria fino allo stadio. A fine settembre i tifosi del Colonia hanno esposto striscioni dal contenuto inequivocabile: “i soldi uccidono”, “fottiti Lipsia”. Il club, però, va avanti per la sua strada e a giudicare dai risultati si tratta della strada giusta.