Elisa Ferro Luzzi

La Premier League questo week end ci regala uno dei suoi emozionanti ed affascinanti derby. Ad Anfield va in scena Liverpool-Everton, il derby del Merseyside, uno dei più famosi del panorama inglese. I due club sono separati solo da un parco, Stanley Park, che ha ai suoi estremi i due stadi della città di Liverpool: Anfield Road, casa dei Reds, e Goodison Park, casa dei Toffees (di pochi giorni fa l’annuncio che dopo 125 anni l’Everton lascerà Goodison Park per trasferirsi in un nuovo impianto che sarà costruito nel quartiere di Bramley Moore Dock, una zona nel nord di Liverpool).

anfield road goddison park

Lo Stanley Park divide Anfield Road da Goodison Park

Record di cartellini rossi tra Liverpool ed Everton

Il derby del Merseyside è famoso per essere “friendly”: la rivalità tra Liverpool ed Everton è prettamente sportiva, tra le due fazioni c’è grande rispetto e tolleranza tanto che si parla di “derby amichevole” viste le tantissime famiglie miste. Grande rispetto e tolleranza, però, solo sugli spalti: da quando esiste la Premier League (1992), Mersey è il derby che ha fatto registrare più cartellini rossi in campo, come fosse quasi più sentito dai giocatori che dagli spettatori. Ecco la classifica dei red cards stilata di recente dal Guardian:

  • 21 Everton v Liverpool
  • 16 Liverpool v Manchester United
  • 15 Everton v Newcastle United
  • 14 Liverpool v Newcastle United
  • 13 Chelsea v Everton, Aston Villa v Newcastle United
  • 12 Arsenal v Liverpool, Arsenal v Chelsea
gerrard first red card

Il primo cartellino rosso della carriera di Gerrard nel derby con l’Everton del 1999 (foto skysports.com)

JOHN HOULDING: DALL’EVERTON ALLA  FONDAZIONE DEL LIVERPOOL
Il club più antico di Liverpool è l’Everton. Fondato nel 1878 nell’omonimo quartiere, già nel 1888 si presentò al primo storico campionato di Football League. Molti club, all’epoca, erano in mano ai politici locali: la maggioranza dei membri del cda dell’Everton era del partito liberale mentre John Houlding, business man proprietario di Anfield Road, era un potente membro del partito conservatore. Lo scontro tra le due fazioni divenne talmente importante che i membri liberali decisero di emigrare dalla casa dell’Everton, che fino a quel momento era appunto Anfield, a Goodison Park. Houlding, rimasto in minoranza, decise così di fondare un nuovo club: il Liverpool Football Club. Nell’immaginario collettivo l’Everton è il club della grande minoranza irlandese, grazie soprattutto ai successi ottenuti negli anni ’50 da giocatori come Tommy Eglington, Peter Farrel o il manager Johnny Carey; il Liverpool è il club protestante, visto anche il curioso fatto che, fino all’acquisto di Ronnie Wheelan nel 1979, è rimasto per quasi 30 anni senza un giocatore cattolico.

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John Houlding, fondatore del Liverpool dopo la separazione dall’Everton

LE TRAGEDIE CHE HANNO SEPARATO E UNITO I TIFOSI
Liverpool-Everton è un derby amichevole, dicevamo. Solo negli anni ’80 ha vissuto un periodo di tensione a causa della squalifica delle squadre inglesi in campo internazionale dopo la tragedia dell’Heysel. I tifosi dell’Everton, in quegli anni molto competitivo, accusarono i rivali di aver impedito che la loro squadra del cuore si facesse valere anche in campo europeo, e la tensione tra gli hooligans dei Reds e i County Road Cutters, firm dei Toffees, raggiunse il suo apice massimo. Per assurdo, a distendere nuovamente i rapporti fu un’altra strage, quella che costò la vita a 96 tifosi del Liverpool a Hillsborough, stadio di Sheffield. I sostenitori dell’Everton contribuirono alla ricerca della verità, non credendo mai alla versione delle autorità secondo cui la responsabilità fu dei tifosi e mostrando avversione nei confronti dei media, che li accusarono anche di sciacallaggio nei confronti dei cadaveri. Dal 1989 il Sun non vende più neanche una copia nella città di Liverpool.

Liverpool Hillsborough

Il monumento con i nomi delle vittime di Hillsborough

ESSERE UNO SCOUSER
Le famiglie di Liverpool spesso sono “miste”, ovvero divise tra tifo per i Reds o per i Toffees. La cosa più importante, però, è essere uno Scouser, l’appellativo con cui viene definito l’incomprensibile accento degli abitanti della città inglese (il termine scouse deriva da uno stufato di carne di origine scandinava che i marinai e cittadini più poveri erano soliti mangiare in quanto nutriente ma soprattutto economico). Essere uno Scouser significa prima di tutto detestare i club della vicina Manchester al punto di fare un tifo indemoniato quando i rivali cittadini affrontano lo United o il City (Manchester United – Liverpool è uno dei grandi classici in Inghilterra). Robbie Fowler, nato a Liverpool ed ex bandiera dei Reds, durante la parentesi al Manchester City festeggiò un gol nel derby con lo United mostrando ai tifosi la mano aperta, che simboleggiava la quinta Champions vinta dal Liverpool qualche tempo prima.