Elisa Ferro Luzzi

‘Lotito vattene’, ‘Lotito ladro di sogni’, ‘Libera la Lazio’ ‘Te ne devi andà’, ‘Lotito vattene a Salerno’. La posizione dei tifosi della Lazio nei confronti del loro presidente negli ultimi anni si è particolarmente inasprita. Claudio Lotito, l’uomo che ha salvato la società dal fallimento nell’estate del 2004, è oggi il nemico giurato dei supporters biancocelesti. Eppure ha evitato loro il fallimento prendendo “la Lazio al suo funerale e portata in coma irreversibile”come ama spesso ripetere.

Ripercorriamo la storia dei suoi 12 anni alla guida del club biancoceleste.

Qui la Prima puntata, qui la Seconda

Passiamo al terzo anno: stagione 2005-2006

La Lazio comincia la stagione con la penalizzazione dovuta ai fatti di Calciopoli: sono 11 i punti da scontare. Arrivano Ledesma dal Lecce e Makinwa dal Palermo, Lotito tira fuori ben 12 milioni di euro.

L’annata non inizia nel migliore dei modi: la Lazio subisce la sconfitta con il Milan e poi con il Palermo, ma poche settimane dopo le vengono restituiti 8 degli 11 punti di penalizzazione e la stagione prende una piega diversa. A dicembre la squadra di Delio Rossi vince il derby, rifilando un netto 3-0 alla Roma; a gennaio Lotito riesce a piazzare Oddo al Milan tra le proteste dei tifosi. Anche grazie ad un girone di ritorno positivo, i biancocelesti chiudono la stagione al terzo posto che vuol dire preliminari di Champions: era dal 2003 che il club capitolino non rientrava nelle prime dieci in classifica. Ci si aspetta un grosso investimento sul mercato per la stagione successiva: l’Europa che conta porta soldi e sponsor. Ma questo investimento non arriva e i laziali cominciano a chiamare Lotito “Lotirchio” o “Gestore”.

Continua…