Elisa Ferro Luzzi

 

‘Lotito vattene’, ‘Lotito ladro di sogni’, ‘Libera la Lazio’ ‘Te ne devi andà’, ‘Lotito vattene a Salerno’. La posizione dei tifosi della Lazio nei confronti del loro presidente negli ultimi anni si è particolarmente inasprita. Claudio Lotito, l’uomo che ha salvato la società dal fallimento nell’estate del 2004, è oggi il nemico giurato dei supporters biancocelesti. Eppure ha evitato loro il fallimento prendendo ”la Lazio al suo funerale e portata in coma irreversibile” come ama spesso ripetere.

Ripercorriamo, a puntate, la storia della sua ascesa alla guida della Lazio. I meccanismi del calcio moderno c’entrano in maniera marginale, la domanda che spesso viene posta al tifoso laziale è: “Ma perché ce l’hai con Lotito? In fondo t’ha salvato”.

L’ASCESA

 

Estate 2004: Claudio Lotito, imprenditore romano nel settore dell pulizie e spalleggiato dall’allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace, prende il club nell’ultimo giorno utile salvandolo dalla mannaia della Covisoc con 21 milioni cash versati alle 15.09 del 19 luglio. Quasi nove milioni per superare la strettoia dei controlli prima dell’iscrizione al campionato, il resto per avere un po’ di liquidità e ripartire dopo il crac di Cragnotti e l’interregno di Capitalia. E’ un momento di grande emergenza, la politica ci tiene a non far fallire la Lazio e Lotito è l’eroe che prende il club al suo funerale e lo porta in coma irreversibile (frase che ripeterà all’infinito nel corso della sua gestione). Con una grande opera di destrezza, riesce a spalmare il debito che la società ha con l’Agenzia delle Entrate (150 milioni di euro) in ventitré anni.

Come prima cosa riporta Paolo Di Canio a Roma facendo felici i tifosi, poi prende il giovane sconosciuto Goran Pandev. Nell’ultimo giorno di mercato porta nella capitale ben 9 giocatori nelle ultime due ore a disposizione: Rocchi, Siviglia, Seric, Antonio ed Emanuele Filippini, Talamonti, Gonzalez, Mea Vitali, Robert. Oltre a Oscar Lopez e Lequi. Di questi, soltanto Tommaso Rocchi dirà veramente la sua nella storia del club. In panchina, nella stagione 2004-2005, si alternano Mimmo Caso e Giuseppe Papadopulo. La Lazio torna a vincere il derby grazie anche allo storico gol di Di Canio ma chiude al decimo posto che vuol dire Intertoto. Un po’ poco per il club, ma nessuno da quella stagione si aspetta di più.

Qualcuno comincia a storcere il naso perché si diffonde la voce che Lotito sia romanista, ma tutto sommato il salvataggio della Lazio gli porta consensi. Lotito è uno che davanti alle telecamere si scatena, che parla senza fermarsi mai. I laziali, per il momento, stanno al gioco.

 

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