Redazione

Incredibile solo pensarlo, qualche mese fa. La Lazio non può fare a meno di Luis Alberto. Lo spagnolo è diventato un calciatore indispensabile nei meccanismi della Lazio di Simone Inzaghi. Ago della bilancia tattico e offensivo. La sua presenza garantisce densità e copertura a centrocampo, lancia gli esterni, ispira Immobile, ormai assoluto padrone degli ultimi sedici metri.

Impensabile rinunciarvi, con questo modulo

Il 3-5-1-1 è il vestito ideale per questa Lazio. Il problema, adesso, è di chi deve sudarsi il posto. Fosse anche una stella come Nani, o uno dei calciatori più talentuosi e attesi come Felipe Anderson. Inzaghi ha trovato la quadratura e non ha alcun senso cambiare. Luis Alberto, in particolare, è fondamentale. Funge da raccordo fra tutti i reparti. É il quadrivio che calamita palloni e li smista. A destra e sinistra, per gli inserimenti sugli esterni di Marusic e Lulic. In appoggio per chi arriva da dietro a rimorchio come Marco Parolo. Ad ispirare Immobile in profondità alle spalle della linea difensiva.

Un uomo ovunque

Luis Alberto non è solo palloni giocati a iosa. Ha anche personalità da vendere. Alla Lazio non mancano i tiratori: eppure, sullo 0-1, lo spagnolo si prende la responsabilità di calciare il pallone che può valere il pari. E puntualmente, lo trasforma in ciò che tutti si aspettano. Inzaghi, impattata la partita, la vince proprio in quel momento. La Lazio va negli spogliatoi in fiducia, torna in campo caricata a pallettoni e travolge i neroverdi. Alberto ci mette ancora il…piedino. Pennellata per De Vrij e doppietta da opportunista sul pallone vagante che vale il 3-1. Prima doppietta in maglia biancoceleste e una certezza assoluta. Lo spagnolo ha in mano la Lazio e ha anche conquistato la fiducia del pubblico. La standing ovation al momento del cambio, vale più di ogni giudizio tecnico. Inzaghi ha varato lo statuto Albertino: senza di lui, la Lazio non si fa.