Matteo Muoio

La notizia era nell’aria da tempo, la conferma è arrivata ieri sera, dopo che i suoi si riprendevano la vetta della Liga in una delle stagioni più complicate della storia recente blaugrana. Luis Enrique non rinnoverà il contratto, a giugno lascerà il Barcellona. Lo ha comunicato alla squadra prima della sfida contro lo Sportin Gijon e lo ha dichiarato nella conferenza stampa post gara: “È’ una decisione molto difficile per me, molto meditata, ma credo di dover essere fedele con i miei pensieri. Nel precampionato ho avuto una riunione con Alberto Soler e Robert Fernandez nella quale si è parlato della possibilità di rinnovare il contratto. Mi dissero che non c’era fretta per prendere questa decisione, ma il momento è arrivato. E lo annuncio. Il motivo è che il mio lavoro lo vivo come una ricerca continua di soluzioni e questo mi dà poco riposo. Tutto qui, ho bisogno di riposo, è questo il motivo principale. Vorrei ringraziare il club per la fiducia, sono stati tre anni memorabili. Possiamo ancora vivere tre mesi entusiasmanti. Vorrei dire addio come il club merita”. Ha bisogno di riposo, dopo 3 anni intensi e ricchi di vittorie: due campionati spagnoli, due Coppe del Re, una Supercoppa di Spagna, una Champions League in finale con la Juve, una Supercoppa europea e un Mondiale per club. Un nuovo ciclo vincente dopo gli anni di Guardiola – che lo aveva eletto suo erede – destinato ad interrompersi in estate. Intanto è partito il toto-allenatore, con Sampaoli del Siviglia in pole.

Luis Enrique-Barcellona-addio

Luis Enrique ha giocato col Barcellona dal 1996 al 2004, totalizzando 302 presenze e 109 gol

Questione di stress. Il precedente giallorosso

Un addio simile, certo meno clamoroso, fu quello alla Roma nel 2012. Era stato il primo tecnico scelto dalla Roma americana e dalla gestione Sabatini-Baldini. Chiuse la stagione con un deludente settimo posto, la piazza era divisa tra chi gli riconosceva il tentativo di portare nuove idee e chi lo considerava assolutamente inadatto al calcio italiano. La dirigenza lo avrebbe confermato, fu lui a decidere, ufficializzando la separazione nella conferenza stampa pre Roma-Cesena, ultima giornata di campionato: “Me ne vado perché sono molto stanco. Ho dato il 100% in questa stagione cercando di raggiungere un buon posizionamento, non ci sono riuscito. E’ colpa mia. Non penso di riuscire a recuperare le forze quest’estate e se non ho forze come posso convincere un gruppo a seguirmi? Penso che il prossimo anno rimarrò fermo”. Questo il passaggio principale del congedo da Roma. Allora, come, oggi, il fattore determinante era la stanchezza, lo stress. Già ai tempi delle giovanili blaugrana Luis Enrique si rivelava allenatore maniacale, totalmente assorbito dai suoi schemi e dalla ricerca continua di nuove soluzioni. L’impressione è che fatichi a reggere la pressione quando le cose si mettono male: alla Roma, come detto, la stagione fu fallimentare, quest’anno il Barcellona – pur avendo riconquistato il primo posto in Liga – non sta entusiasmando ed è praticamente fuori dalla Champions. I catalani non escono agli ottavi da oltre 10 anni, la debacle parigina ha reso inevitabile un divorzio comunque annunciato.

Luis Enrique e Totti

LA RINASCITA A VIGO, CONSACRAZIONE COL BARCELLONA DEI GRANDI
Dopo l’anno sabbatico, Luis Enrique decide di ripartire da una piccola realtà. Il Celta Vigo, che la stagione precedente s’era salvato all’ultima giornata, gli affida la panchina. Sotto la sua guida i galiziani si impongono come sorpresa della Liga, chiudendo al nono posto e mettendo in mostra giocatori interessanti come Hugo Mallo, Santi Mina e Hugo Fernandez, oltre a Rafinha, in prestito dal Barcellona. Proprio i catalani, reduci dalla deludente annata col Tata Martino in panchina, decidono di riportare a casa l’ex bandiera ed allenatore della squadra B. Lucho vince lo scetticismo iniziale con una stagione formidabile, chiusa col secondo triplete della storia blaugrana. Il 2015-2016 comincia con la vittoria in Supercoppa Europea contro il Siviglia, quella spagnola va invece all’Athletic Bilbao, grazie al clamoroso 4-0 nell’andata al San Mamès. A dicembre arriva il Mondiale per Club, a maggio la seconda Liga e la seconda Coppa del Re. In Champions l’avventura del Barcellona termina in semifinale, dove ad imporsi è l’Atletico di Simeone. La scorsa estate Luis Enrique si è portato a casa pure la prima Supercoppa di Spagna, in campionato però il Barcellona ha faticato più del previsto: ad inizio gennaio i punti di distacco dal Real erano 7, nell’ultimo mese abbiamo assistito ad una clamorosa rimonta. Ora i suoi guidano con un punto di vantaggio ma i blancos devono recuperare una partita; Luis Enrique ha 13 gare per aggiudicarsi il terzo scudetto consecutivo. In più, a maggio sarà nuovamente in finale di Coppa del Re. Un double per lasciare Barcellona nel migliore dei modi. Poi potrà riposarsi, meritatamente.

Luis Enrique-Barcellona-addio

Luis Enrique festeggiato dai suoi giocatori dopo la vittoriosa finale di Champions contro la Juve