Redazione

Per una squadra che gioca con la difesa a tre, avere a disposizione solamente due centrali non è esattamente il massimo. E ovviamente la moria di difensori che ha colpito la Lazio avrà come risultato il probabile rimescolamento delle carte nella retroguardia biancoceleste. Fuori combattimento De Vrij, Bastos, Basta e Wallace, restano a disposizione un buon numero di esterni (Marusic, Lulic, Lukaku e Patric) e la strana coppia composta da Radu e Luiz Felipe, il veterano e la matricola. Il romeno è certo della maglia da titolare, il brasiliano ancora no. Se Inzaghi cambierà modulo il ballottaggio sarà tra l’ex Salernitana e Leiva, che all’occorrenza può arretrare in difesa. Se invece venisse confermato il 3-5-2, l’ex Liverpool sarà il perno accanto ai due centrali disponibili.

Pupillo di Inzaghi, che lo ha voluto in rosa

Per Luiz Felipe, vent’anni e un passato nella Serie D brasiliana, la partita contro il Verona diventa un’occasione da non perdere. L’avversario non è irresistibile e la Lazio, sfortuna a parte (che ha determinato la sconfitta contro il Napoli), è in un buon momento di forma. Ci sono tutte le premesse per l’esordio da titolare in campionato, che seguirebbe ai dieci minuti giocati contro il Milan a risultato già acquisito. A guidare il numero 27 l’esperienza di Radu e il carisma di Leiva, ma soprattutto le amorevoli cure di Simone Inzaghi, che l’ha avuto con sè ad Auronzo di Cadore e che ha preferito tenerlo in rosa piuttosto che mandarlo a fare esperienza nelle serie inferiori.

Modelli importanti e tanta voglia di emergere

Idoli importanti per il ventenne carioca, Thiago Silva e David Luiz, non esattamente gli ultimi arrivati. Acquistato dalla Lazio nel 2016, Luiz Felipe è andato a farsi le ossa a Salerno per assaggiare un po’ di calcio italiano. Esperienza non proprio memorabile, sette presenze, ma con la gioia del gol, il secondo nel 2-1 dei campani nel derby contro il Benevento. Nel giro di dodici mesi il ragazzo è passato dalla B all’Europa League, dove ha esordito nel match contro il Vitesse. Quarantacinque minuti non incoraggianti, un giallo e molta sofferenza. Non solo colpa sua, dato che il primo tempo della Lazio in Olanda non è stato entusiasmante. Ora il brasiliano ha l’opportunità di rifarsi, dimostrando ai tifosi e agli addetti ai lavori che non tutti i mali vengono per nuocere e che l’emergenza difesa può essere brillantemente superata. Dando fiducia a Luiz Felipe, che dopo aver convinto Inzaghi punta a stupire la Serie A.