Mattia Deidda

A Formello si festeggia. La vittoria in Supercoppa contro la Juventus è Davide che sconfigge Golia. Forse il paragone è troppo forte, ma era da ben quattordici partite consecutive che la Lazio non riusciva a sconfiggere i bianconeri. Un finale di gara scoppiettante. Immobile, Dybala, poi Murgia. C’è un altro nome che merita il giusto spazio: quello di Lukaku.

Carpe diem

Lukaku ha colto l’attimo. E non lo lascerà più andare. Il gol della vittoria è, essenzialmente, tutto merito suo. Bene Murgia, pronto a farsi trovare nella giusta posizione per concludere a rete. Ma il grosso del lavoro era già stato fatto. La discesa del belga sulla sinistra è stata prorompente. Inutile, e senza dubbio errato, il tentativo di De Sciglio di spezzare l’azione con una scivolata. Ormai Lukaku era passato, entrato in area di rigore e pronto a servire uno dei palloni più importanti della stagione. I tifosi laziali lo acclamano. Il giocatore piace, ed è sempre piaciuto, sin dalle prime uscite. Si intravede nella corsa la voglia di dimostrare e arrivare in alto. Forse spinto dal fratello maggiore, acquistato quest’anno dallo United per 85 milioni di euro.

Lukaku in azione con la maglia della Lazio qui anticipa Dani Alves

Presto il rinnovo 

Tesserato dalla Lazio la scorsa stagione, si è sempre dimostrato un cambio affidabile. Lo strapotere fisico e la rapidità che lo contraddistinguono sono fattori da tenere in considerazione. La passata stagione è servita ad ambientarsi e, nonostante un infortunio, è riuscito a collezionare venti presenze. Quest’anno, il belga punta ad una maglia da titolare, sia che Inzaghi decida di giocare a quattro che a tre. La Lazio ha intravisto delle qualità e non ha dovuto neanche attendere molto affinché il giocatore le mostrasse. Adesso la paura è che altri club lo notino. Vivere un altro caso Keita non è ammissibile, e nonostante il contratto di Lukaku scada nel 2019, la società è già a lavoro per prolungarlo. Si parla di altri cinque anni, fino al 2022.