Adriano Stabile

Un po’ brasiliano, un po’ serbo, Lyanco Evangelista Silveira Neves Vojnovic, più semplicemente Lyanco, ha già capito come stregare il cuore dei tifosi del Torino, la sua nuova squadra: «La Juventus mi voleva, ma il Torino mi ha voluto di più – ha detto il neoacquisto granata appena arrivato, un paio di giorni fa – sarà bello e divertente giocare contro la Juve, nel derby, anche se la prima volta sarò spettatore. Non vedo l’ora di iniziare».

Lyanco Torino

Lyanco davanti alla foto del Grande Torino

Lyanco Vojnović ai raggi X

Difensore centrale di 20 anni, Lyanco è stato pescato dal Toro nel San Paolo, superando la concorrenza agguerrita proprio dei bianconeri, che due mesi fa sembravano certi dell’ingaggio del calciatore. Pagato 6 milioni di euro, più 3 di eventuali bonus, il nuovo acquisto granata ha iniziato subito ad allenarsi nella sua nuova squadra per ambientarsi immediatamente, anche se sarà impiegabile in gare ufficiali non prima del 1° luglio. Il San Paolo riceverà soltanto l’80% della cifra spesa dal club di Urbano Cairo, perché il restante 20% del cartellino appartiene allo stesso giocatore e al suo agente Frederico Moares, che segue il ragazzo da quando aveva 13 anni attraverso la sua società Pro Manager Sports & Marketing.

SENZA STIPENDIO AL BOTAFOGO, PASSA AL SAN PAOLO
Nato il 1° febbraio 1997 a Vitoria, città di mare nel Brasile sud-orientale, Lyanco ha il nonno paterno serbo, Jovan Vojnović, che si è trasferito da bambino nel paese sudamericano durante la Seconda guerra mondiale, mentre la famiglia della madre è di origine portoghese. Cresciuto calcisticamente nel Botafogo di Rio de Janeiro, Lyanco è passato nel 2015, a 18 anni, nel San Paolo, firmando un accordo quadriennale. L’addio al Botafogo non è stato indolore, con un contenzioso nato da alcuni stipendi non pagati.

Nel club “Tricolor” è diventato un professionista, raccogliendo 9 presenze nel Brasileirão 2015 e 12 in quello dello scorso anno. Il 10 luglio 2016 ha segnato il suo unico gol in prima squadra, nel 3-0 del San Paolo contro l’America Mineiro, con un’irresistibile galoppata centrale di 50 metri, per la verità favorita dalla scarsa pressione degli avversari.

Lyanco Torino

Lyanco Vojnović in allenamento con il San Paolo

QUEST’ANNO È PASSATO DALLA SERBIA AL BRASILE
In possesso del doppio passaporto, ha inizialmente scelto con entusiasmo la nazionale serba, con cui ha giocato lo scorso anno la fase elite dell’Europeo Under 19, rimediando un cartellino rosso contro la Francia di Kylian Mbappé. Poi quest’anno è passato, con un repentino cambio di idea, alla Seleção brasiliana,  disputando con la maglia verdeoro, tra gennaio e febbraio, il campionato Sudamericano Under 20, vinto dall’Uruguay in Ecuador.

Durante la rassegna giovanile sudamericana, Lyanco si è messo definitivamente in luce finendo sul taccuino di tanti addetti ai lavori, ma anche in questa occasione non è mancato un cartellino rosso pesante, proprio nel match perso 2-1 contro i futuri campioni dell’Uruguay. L’Under 20 brasiliana, che ha chiuso al quinto posto il girone finale del torneo, ha peraltro fallito di un punto la qualificazione al Mondiale di categoria, in programma tra maggio e giugno in Corea del Sud (ci sarà anche l’Italia di Evani).

Lyanco Sao Paulo

Lyanco nel San Paolo, con cui ha giocato dal 2015 al 15 marzo scorso

I SUOI IDOLI SONO VIDIC, RAMOS E LUGANO
«Devo molto alla Serbia, che mi ha aiutato molto – ha raccontato qualche giorno fa – è stata una grande esperienza. Per me è stata una decisione molto difficile, ma l’ho dovuta prendere e per farlo ho seguito i miei genitori, che mi ripetevano: corri dietro ai tuoi sogni. E il mio sogno è la maglia del Brasile. Adesso che posso giocare con l’Under 20, sogno di militare anche nella Nazionale maggiore, un giorno. E di vincere un Mondiale. Voglio essere un esempio per i giovani». I suoi idoli e modelli di riferimento sono Nemanja Vidic, Sergio Ramos e il vecchio Diego Lugano, a cui aveva soffiato il posto nel San Paolo. A Torino trova un allenatore serbo, Sinisa Mhajlovic, come nonno Jovan. Papà Marcelo, invece, come Lyanco, è ormai più brasiliano che slavo.

Lyanco Torino

Lyanco durante le visite mediche a Torino

ROGERIO CENI CONTRARIATO PER LA SUA CESSIONE
Giocatore possente, destro di piede, alto 1,87 per 83 chili di peso, bravo in marcatura e nel gioco aereo, Lyanco può giocare anche da mediano davanti alla difesa e in un’occasione è stato impiegato pure da terzino destro. Rientrato dal Sudamericano Under 20, ha disputato la sua ultima gara con la maglia del San Paolo lo scorso 15 marzo, nell’1-1 contro l’ABC in Copa do Brasil. Rogerio Ceni, ex portiere goleador, oggi allenatore della formazione paulista, è rimasto male per il precoce addio del giovane difensore, proprio quando aveva deciso di puntellare su di lui la retroguardia della squadra “Tricolor”. Per Lyanco è iniziata una nuova avventura nel Torino: ancora qualche mese in naftalina e poi potrà finalmente difendere la causa granata.Lyanco Torino