Redazione

Inutile negarlo, il fascino della maglia numero 10, di quel giocatore tutta classe e fantasia, è quello che più di ogni altro crea legame affettivo tra la squadra e il tifoso. Ancora di più se si tratta della maglia della Nazionale Italiana, che nel corso della sua storia, fatta di grandi vittorie e cocenti delusioni, di fuoriclasse con il numero 10 sulle spalle ne ha visti davvero tanti, alcuni invidiati in tutto il mondo. A Euro 2016 ci sarà un numero 10, ma certo non sarà il giocatore che ogni bambino sogna di essere. Ci sono stati periodi storici in cui di fantasisti ne avevamo addirittura due. Non solo Rivera-Mazzola, pensate per esempio alla carriera che avrebbe potuto fare Gianfranco Zola in azzurro se non fosse nato nella stessa epoca calcistica di Roberto Baggio? In questo nostro viaggio ripercorreremo le storie azzurre dei numeri 10 che ci hanno fatto sognare, partendo proprio da loro:

Gianfranco Zola (35 presenze, 10 reti)
Gianfranco Zola fa il suo esordio in Nazionale nella prima gara diretta dal ct Arrigo Sacchi il 13 novembre 1991 nella partita Italia-Norvegia (1-1) disputata a Genova e valida per le qualificazioni a Euro ’92. Aveva 25 anni. Il suo rapporto con la Nazionale è stato controverso, soprattutto a causa dell’enorme concorrenza di Roberto Baggio e Alessandro Del Piero. Sfortunatissimo a Usa 94: subentrato contro la Nigeria agli ottavi, gioca solo 12 minuti e poi viene ingiustamente espulso. Fu squalificato per due giornate. I primi gol azzurri di Gianfranco Zola risalgono al 25 marzo 1995, quando realizzò una doppietta contro l’Estonia (4-1). A Euro 96 Zola è ancora una volta protagonista sfortunato: nella terza partita del girone contro la Germania, finita poi 0-0, fallisce il rigore decisivo per il passaggio ai quarti di finale. Il 12 febbraio 1997 il riscatto azzurro: Zola segna il gol che regala all’Italia la vittoria contro l’Inghilterra allo stadio di Wembley, durante una gara valida per le qualificazioni al Mondiale ’98. Nello stesso anno Zola gioca anche la sua ultima partita con la maglia della Nazionale. l’11 ottobre a Roma di nuovo contro l’Inghilterra. Cesare Maldini, all’epoca Ct, non lo convocherà per il Mondiale di Francia.

 

Roberto Baggio (56 presenze, 27 reti)
Roberto Baggio è probabilmente l’unico calciatore italiano ad aver legato la sua carriera più alla Nazionale che alla maglia di un club. Il suo esordio avviene in occasione del match del 16 novembre 1988 contro i Paesi Bassi. Segna il suo primo gol in Nazionale il 22 aprile 1989, su calcio di punizione, nella partita amichevole contro l’Uruguay.Convocato per Italia ’90, durante le prime due partite resta in panchina, ma alla sua prima presenze, contro la Cecoslovacchia, mette a segno un gol straordinario con un dribbling lacerante. Nelle due successive partite è titolare al fianco di Schillaci. Nonostante le buone prestazioni, nella decisiva semifinale di Napoli contro l’Argentina campione in carica di Maradona, il ct Vicini lo fa partire di nuovo dalla panchina. Baggio entra in campo al posto di Giannini solo al 73′, sfiorando il gol su punizione. Nella finale per il terzo posto, disputata a Bari contro l’Inghilterra segnerà un altro gol. A Usa ’94 è l’uomo di punta degli azzurri, ma arriva ai Mondiali con un infortunio al piede sinistro. Negli Stati Uniti, nelle prime tre partite della fase a gironi, Baggio non brilla e iniziano le critiche. Nel secondo incontro con la Norvegia, è sostituito a causa dell’espulsione di Pagliuca, e il Ct Sacchi sorprende tutti richiamandolo in panchina. memorabile il suo gesto disappunto. Agli ottavi però cambia la storia. Di fronte a una fortissima Nigeria, gli azzurri vanno sotto nel punteggio e restano in 10 per l’espulsione di Zola. A due minuti dalla fine Baggio trasforma in oro un passaggio di Mussi e con un rasoterra porta l’Italia ai supplementari. Sarà ancora lui poi a segnare il rigore del 2-1 definitivo. Ai quarti contro la Spagna chiude la partita con un gol negli ultimi minuti. In semifinale è ancora una volta doppietta contro la Bulgaria, ma il caldo ne condiziona la tenuta atletica. In finale contro il Brasile stavolta il ct Sacchi non rinuncia al suo numero 10 e lo schiera dal primo minuto nonostante uno stiramento. Baggio soffre e non riesce a incidere, ma resta fino alla fine, quando sbaglierà, quasi per uno scherzo del destino, il rigore decisivo. Per Euro 96 Baggio non viene convocato a causa di un rendimento altalenante. E’ la rottura definitiva con Sacchi. Baggio torna in azzurro a fine aprile 1997 grazie al ct Cesare Maldini, per la partita Italia-Polonia, valida per le qualificazioni ai Mondiali 1998. Baggio parte dalla panchina, ma una volta entrato segna il terzo gol. Per i Mondiali fa di nuovo parte della comitiva azzurra, ma durante il Mondiale esplode il dualismo con Del Piero. Contro il Cile inventa l’assist per il gol di Vieri, si procura e segna il rigore che permette all’Italia di non uscire sconfitta. Inizia una vera e propria staffetta tra i due. l’Italia verrà eliminata ai rigori, ma stavolta dagli 11 metri Roberto non sbaglia, scacciando definitivamente i fantasmi di Pasadena. Baggio proverà a suon di gol e prestazioni a farsi convocare dal Trap, senza successo, per il Mondiale 2002. Il 28 aprile 2004 a Genova giocherà, a 37 anni, la sua ultima partita in Nazionale.

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