Elisa Ferro Luzzi

Atalanta-Udinese verrà ricordata non tanto per la sconfitta dei sorprendenti orobici e per il gran gol di Fofana, ma per l’imbarazzante caso delle maglie friulane ricoperte di scotch che ha causato il forte ritardo del fischio d’inizio. L’arbitro Maresca è stato infatti costretto a posticipare la gara di sette minuti a causa del retro delle uniformi dei bianconeri, ritenuto troppo simile a quello dell’Atalanta. All’Azzurri d’Italia, per risolvere la questione, hanno trovato una soluzione geniale: sbiancare le strisce nere dell’Udinese con del nastro adesivo, al fine di aumentare il contrasto cromatico con la squadra di casa.

Le maglie di Atalanta e Udinese prima del "rimedio" sul campo

Le maglie identiche di Atalanta e Udinese prima del “rimedio” sul campo

Durante l’ultimo derby di Milano si è più o meno verificato lo stesso problema cromatico, le discussioni sono andate avanti per giorni ma di fatto durante la partita non è stata trovata nessuna soluzione: spettatori e cronisti non hanno mai capito chi fosse cosa, quale fosse il Milan e quale fosse l’Inter

Niang e Candreva con maglie simili durante il derby

Niang e Candreva con maglie simili durante il derby

Maglie rimediate, rattoppate, riadattate e da collezione

Per fortuna nella storia del calcio, così come successo a Bergamo, c’è stato sempre qualcuno che ha cercato di porre rimedio alle imbarazzanti gaffe cromatiche, ai vari misunderstanding tra società, Lega e chissà chi altro. Ricordiamo diverse scene imbarazzanti con relativa toppa degli addetti ai lavori, che in molti casi hanno risolto il tutto con collage di alto livello o semplicemente andando a fare rifornimento nelle bancarelle fuori dallo stadio. A volte la maglia in questione è anche diventata un pezzo raro da collezione. Come quella, per esempio, indossata da Buffon ai tempi del Parma durante i preliminari di Champions League con i Glasgow Rangers (vinti dagli scozzesi 2-0) nell’agosto del 1999. Il motivo ancora oggi è sconosciuto, ma il Gigi nazionale è sceso in campo con una strana maglia arancione con una pezza gialla sulla quale era attaccato lo sponsor Parmalat. Se la si osserva attentamente, si nota che è una maglia da portiere dei Rangers con lo stemma del Parma e il logo Champion sovrapposti a quello dei padroni di casa e al baffo della Nike.

Buffon con la maglia del portiere dei Rangers (foto soccerstyle24)

Buffon con la maglia del portiere dei Rangers (foto soccerstyle24)

FLACHI E LA MAGLIA STORICA A COLORI INVERTITI
Altro caso curioso quello di Francesco Flachi. Lo racconta lo storico magazziniere della Sampdoria, Massimo Rossi: “Siena-Sampdoria del 2004, a Flachi capitò una maglia difettosa: il rosso e il nero erano invertiti. Non ne ho mai viste altre così. A fine gara Francesco la scambiò con Vergassola, ma quando gli dissi che maglia era, se la fece spedire indietro, mandandogliene un’altra in cambio. Quello era un pezzo unico”. La leggenda vuole che sia stato il padre di Flachi, collezionista di maglie, ad accorgersi dello scambio dalla tv e a far di tutto perché quella maglia tornasse al suo legittimo proprietario.

La maglia di Flachi con il rosso e il nero invertiti (soccerstyle24)

La maglia di Flachi con il rosso e il nero invertiti (foto soccerstyle 24)

LA MAGLIA ROSSA PORTAFORTUNA DEL CAGLIARI
Stagione 2008-2009, sulla panchina del Cagliari c’è Max Allegri. La squadra inizia malissimo il campionato collezionando cinque sconfitte, un pareggio ed una sola vittoria. In Sardegna arriva il Chievo, ma arriva anche una grossa alluvione che rovina il magazzino e le divise ufficiali. Non rimane altro che indossare la terza maglia, quella rossa. Risultato? Il Cagliari vince la prima partita al Sant’Elia di quella stagione grazie ai gol di Acquafresca e Fini. Da quella gara nasce il mito della casacca rossa portafortuna del Cagliari, oggi utilizzata in diverse occasioni.

Acquafresca con la maglia rossa portafortuna del Cagliari

Acquafresca con la maglia rossa portafortuna del Cagliari

MILAN IN BLU PERUGIA
Ottobre 1979, il Perugia di Paolo Rossi ospita il Milan campione d’Italia. I tifosi si aspettano Bigon e compagni in tenuta bianca, ma ecco che arriva l’imprevisto: il magazziniere ha dimenticato le maglie a Milanello. Recuperarle è impossibile, così il Perugia decide di prestare ai rivali la sua casacca blu.

Milan con la maglia blu del Perugia

Milan con la maglia blu del Perugia

IL DERBY CATANIA-PALERMO A COLPI DI SCOTCH
Tornando all’utilizzo dello scotch, un altro caso si è verificato nell’ormai lontano 2001 durante un derby Catania-Palermo, quando entrambe le squadre siciliane erano in C. Qui abbiamo il “tragico” racconto di Alessandro Amato, allora addetto stampa del Palermo: “Arriviamo al Massimino e scopriamo che non c’è il borsone con le maglie – si legge su dipalermo.it -. Rubato? Perso? Non si è mai scoperto. Come fare? L’arbitro vuol sapere con quali maglie andremo in campo: propone di farci prestare una casacca di riserva del Catania. Gli dico che è una follia, che i nostri tifosi non ce lo perdonerebbero. Mi viene un’idea e la sottopongo all’arbitro e al nostro presidente: giochiamo con le maglie di allenamento, che erano in un altro borsone, arrivato per fortuna a destinazione. Sono nere, irregolari a causa di scritte di sponsor troppo grandi. La risposta è comunque affermativa. Ma c’è un altro problema: le maglie non hanno i numeri. Li creiamo con il nastro adesivo: alcuni numeri, il 2, il 4 e l’8, sono i più difficili. Ma non è finita: non ci sono undici pantaloncini uguali. Si va in campo e sembriamo una banda di disperati”

PANTALONCINI ALLA BANCARELLA, MAGLIA AL NEGOZIO DI SPORT
Qualcun altro, anni prima, aveva pensato di risolvere il fatto dei pantaloncini in maniera molto più dignitosa. Ritorniamo sempre su una sfida tra Milan e Perugia (stagione 1998-1999) ma a campi invertiti e a gaffe invertita. Questa volta è infatti il Perugia a non avere le carte in regola: calzoncini bianchi uguali a quelli del Milan, ma il magazziniere non ha portato quelli neri. Che fare? Ovvio: mandare un dirigente a comprarli ad una bancarella fuori dallo stadio. Meglio non è andata ai dirigenti del Vicenza (che avranno speso molto di più) nell’ottobre del 2008, prima della partita con il Cittadella. Secondo l’arbitro Tozzi le tre mute dei vicentini (rosse, nere e biancorosse) non erano compatibili con la tenuta amaranto degli avversari. Così un membro dello staff del club vicentino dovette recarsi di corsa in un negozio sportivo di Treviso per acquistate delle maglie giallo fluo trovando anche molti problemi con le taglie dei giocatori. La scritta Lotto venne coperta con una pecetta nera e ben due toppe vennero applicate su entrambe le maniche per non mostrare lo sponsor tecnico.

La maglia fluo del Vicenza, diventata un pezzo da museo

La maglia fluo del Vicenza, diventata un pezzo da museo

LA MAGLIA DI KALADZE DEGNA DI ART ATTACK
Chiudiamo con un’opera di alta ingegneria da parte del magazziniere del Milan (di nuovo). Maggio 2008, rossoneri in visita al San Paolo per sfidare il Napoli. La maglia di Kaladze non si trova più, probabilmente è stata rubata. Il magazziniere rossonero cosa fa? Prende la maglia di Paloschi, copre numero e nome con una pezza rossa, si fa prestare le lettere e i numeri del Napoli e li appiccica dietro alla schiena del georgiano. Un’opera degna di una puntata di Art-Attack. Insomma, durante il derby di Milano si sarebbero anche potuti sprecare nel trovare una soluzione, soprattutto quelli del Milan che l’ingegno in tal senso sono stati costretti ad utilizzarlo diverse volte.

La maglia di Kaladze durante la partita con il Napoli

La maglia di Kaladze durante la partita con il Napoli (foto soccerstyle 24)