Francesco Cavallini

Aut Mahrez, aut nihil. O Mahrez, o niente. In attesa di potersi cimentare con la più benaugurante veni, vidi, vici, Monchi fa le prove di latino e lancia l’ultimatum al Leicester. La trattativa continua, ma solo fino a ferragosto. Dopodichè la Roma abbandonerà al suo destino l’algerino, che ormai è comunque un separato in casa nonostante sia stato schierato nel debutto stagionale in Premier League, e comincerà a perseguire nuovi obiettivi. Oppure chiuderà subito un affare alternativo, dato che è probabile che Monchi, che del poker del mercato è esperto conoscitore, stia giocando su più tavoli e che abbia già preparato tutto per non lasciare scoperta la fascia destra della Roma.

La Roma non partecipa ad aste. L’ultima offerta è 35 milioni

Andiamo con ordine. Basta offerte, l’ultima, quella superiore ai trenta milioni e comprensiva di parecchi bonus, è quella definitiva. Se il Leicester vuole un’asta (sperando in un effetto domino degli esterni che sembra non voler partire mai), la Roma non ha intenzione di partecipare. Monchi ha fatto tutto ciò che riteneva in suo potere e adesso aspetta, forte anche della volontà del calciatore, che in queste settimane sembra quasi valere più di un precontratto. Mahrez non ha lasciato il ritiro, non ha saltato allenamenti, anzi, ha anche preso parte alla sconfitta delle Foxes contro l’Arsenal, ma ha reso abbastanza chiaro a tutti, Shakespeare compreso, che la sua intenzione è quella di lasciare le Midlands.

Mahrez vorrebbe andare via. Il Leicester si ostina.

L’unica dichiarazione ufficiale dell’algerino risale ormai a più di una settimana fa e recitava più o meno vorrei parlare con la Roma, ma il Leicester non me lo permette. Il che, tarato con le prassi del mercato odierno, significa che l’accordo con il giocatore è bello che definito e che manca solo il beneplacito della società. Che però non arriva, creando un braccio di ferro che innervosisce tutti, dai tifosi della Roma a quelli del club inglese. Che non le mandano certo a dire all’ormai ex idolo, suggerendo alla dirigenza di accettare l’offerta giallorossa e di acquistare con quegli oltre 35 milioni almeno due difensori per aggiustare la scalcinata difesa delle Foxes.

Monchi forza la mano: o lo vendete a queste condizioni o ve lo tenete

Tutti sulla stessa lunghezza d’onda quindi, tranne il Leicester. Ed è quindi arrivato il momento per Monchi di forzare la mano. Può essere un bluff, ma questo in Inghilterra non lo possono sapere. E l’ultimatum può rappresentare la chiave giusta per convincere il club che fu di Ranieri a mollare la presa. Iheanacho è arrivato e non ci sono problemi per sostituire Mahrez. E il messaggio della Roma è abbastanza chiaro. O ce lo vendete ora, o rimanete con un calciatore scontento sul groppone. Tanto più che noi, mentre voi giocavate al tiro alla fune, abbiamo trovato un’alternativa e se non chiudiamo per Mahrez non ci strappiamo certo i capelli.

Il piano B esiste da tempo: Monchi non è uno sprovveduto

Secondo bluff? Chissà. Le tempistiche fanno propendere per un no. Siamo quasi al 15 agosto, mancano poco più di due settimane e di questo benedetto esterno destro la Roma ha un gran bisogno. Difficile pensare che Monchi si sia fatto trascinare in questa trattativa fiume senza cautelarsi con un piano B. Che rimane ben coperto, nonostante la quantità industriale di nomi che viene avvicinata giorno dopo giorno ai giallorossi. E nel borsino dell’eventuale sostituto di Mahrez, che comprende nomi del calibro di Suso, Munir, Cuadrado e Ziyech, spunta l’ennesimo profilo che potrebbe coincidere con le caratteristiche richieste da Di Francesco al suo Direttore Sportivo.

L’ultimo nome arriva dall’Est: Quincy Promes

Quincy Promes, venticinque anni, arriverebbe dal freddo della Russia (è l’ala destra dello Spartak di Massimo Carrera), ma in realtà è olandese. E, fattore da non sottovalutare, ha lo stesso procuratore di Strootman e Karsdorp, con cui Monchi ha già avuto a che fare, chiudendo un acquisto ed un rinnovo. Non è il nome da urlo che attirerebbe migliaia di persone a Fiumicino, ma di certo fa al caso della Roma. È ambidestro, scavalcando così la pregiudiziale della necessità di un esterno mancino. Si accentra e punta la porta, come dimostrano le dodici reti realizzate nello scorso campionato. E non disdegna neanche di servire i compagni, dieci assist per lui nella stagione 2016/17. Come rimpiazzo per Salah non sembra niente male.

Leicester, adesso, con le spalle al muro

Ma il piano B è lui o non è lui (cit.)? Non è dato a sapersi, perchè la segretezza dell’operazione collaterale è parte integrante del piano di Monchi. Il Leicester deve sapere che c’è l’accordo con qualcuno, ma non deve assolutamente capire con chi e soprattutto a quali cifre. Deve sentirsi pressato, con le spalle al muro, senza possibilità di giocare di nuovo al rialzo. E con le ore contate. Quelle che ci separano dalla fine del 15 agosto. Poi, tutto sarà più chiaro e, con tutta probabilità, la Roma annuncerà il suo nuovo acquisto (Mahrez o chi per lui) prima dell’esordio in campionato contro l’Atalanta. Per una iniezione di entusiasmo che, viste le critiche che hanno seguito il match contro il Siviglia, non può che far bene alla piazza e alla squadra.