Francesco Cavallini

I fari sono sempre puntati lì, su quell’esterno alto a destra che della campagna acquisti della prima Roma di Monchi potrebbe essere delizia, ma che al momento è solamente una gran bella croce. Mahrez, non Mahrez, Ziyech, Vazquez, Cuadrado, c’è l’imbarazzo della scelta in quanto a nomi, almeno finchè la dirigenza del Leicester non farà sapere al DS giallorosso se accetta o no l’ultima offerta, quella che a detta dell’andaluso si sta spingendo al limite delle possibilità economiche della Roma. Un vero e proprio salasso, quindi, che se andrà a buon fine sottolinea una presa di posizione importante da parte della società. All-in sull’esterno, per il centrale si andrà al risparmio.

Alla Roma serve un centrale veloce e che costi poco

Il centrale è, parola di Di Francesco, l’unico altro punto scoperto della rosa a disposizione dell’abruzzese. Scoperto fino a un certo punto, perchè al momento a disposizione ce ne sono addirittura cinque (Fazio, Moreno, Manolas, Juan Jesus e Castan), ma qualcuno è sul piede di partenza e qualcun altro non convince. Chi sta per lasciare Roma è Castan, sfortunatissimo e sempre molto apprezzato dai compagni, ma che purtroppo non offre garanzie di un possibile ritorno ai livelli dell’era Garcia. Il mercato in Brasile è attualmente chiuso e il difensore potrebbe tornare al Corinthians, club da cui la Roma l’ha prelevato nel 2014, solo svincolandosi. Ipotesi che non è del tutto da scartare.

Leandro Castan ai tempi della Roma di Garcia

Chi non convince, almeno con la attuale disposizione tattica, è Federico Fazio. Il migliore per distacco della scorsa stagione, nonostante qualche sbavatura importante quando si è trovato di fronte avversari dallo scatto bruciante. Ecco, il problema è esattamente quello, la velocità di base dell’argentino, che essendo un colosso difficilmente è in grado di ingranare le marce alte. Di solito sarebbe una mancanza che si copre con altre capacità, come quella di anticipare l’avversario, o a cui si sopperisce con la fisicità, che a Fazio non manca. Ma per una difesa altissima come quella di Di Francesco, che di norma si trova a una quarantina di metri dalla propria porta, quasi a centrocampo, quella della rapidità di movimento diventa una caratteristica fondamentale. Difficile immaginare un Fazio che, in caso di imbucata riuscita, sia in grado di prodursi in un recupero su un avversario lanciato a rete. Non per nulla il tecnico sta provando costantemente la coppia Manolas-Moreno, che non saranno due centometristi, ma che da quel punto di vista offrono più garanzie.

Sogni possibili, affari sfumati e qualche arrivo a sopresa

Ricapitolando serve un centrale, che sia abbastanza veloce e che non costi uno sproposito. Il profilo ideale, come già raccontato in precedenza, sarebbe quello di Rodrigo Caio, quasi ventiquattrenne del San Paolo, che chiunque può portare a casa per la modica cifra di 18 milioni di euro attraverso la clausola rescissoria. In realtà non può comprarlo proprio chiunque, ma solo chi è in grado di offrire con certezza al brasiliano una maglia da titolare (motivo del rifiuto al trasferimento allo Zenit di Mancini). Il mondiale di Russia si avvicina e Caio ha tutte le intenzioni di giocarsi le proprie carte per convincere Tite a regalargli il pass per la Coppa del Mondo. La Roma può dargli questa garanzia? Nì. Possibile che al suo arrivo il carioca sia in grado di scalare le gerarchie di Di Francesco, ma in una rosa dove il mantra è ci sono 22 titolari, il concetto di posto fisso suona abbastanza astruso.

Rodrigo Caio con l’oro di Rio 2016, vinto con la Nazionale

E allora, dove e a chi può rivolgersi la Roma alla ricerca del suo nuovo difensore? Quella che sarebbe stata un’ottima idea è in procinto di sfumare, dato che Murillo sta per lasciare l’Inter e accasarsi al Valencia. Non è il caso di mangiarsi le mani, ma il prezzo (13 milioni) e le capacità del giocatore, dimostrate soprattutto nel suo primo anno in Italia, fanno pensare che se i giallorossi si fossero inseriti avrebbero potuto fare l’affare. Però il passato è passato, meglio guardare al futuro. Che presenta un nome divenuto un classico, quello di Francesco Acerbi, che Di Francesco conosce bene e che già in estate ha espresso la volontà di lasciare il Sassuolo, e uno un po’ più fresco, quello di Niklas Stark, centrale difensivo dell’Herta Berlino e della Germania campione d’Europa Under-21. Alto, gran tackle, molto poco incline ad avanzare e tatticamente irreprensibile. Anche lui non un fulmine di guerra, ma dal passato a centrocampo ha ereditato una progressione che nei recuperi lunghi può fare la differenza. Valutazione? Dieci, quindici milioni. In linea con il budget.

Che potrà aumentare, qualora l’assalto a Mahrez fallisse e si optasse per profili meno costosi in avanti o se Monchi riuscirà a piazzare qualche altro esubero (Iturbe?). Al momento le disponibilità sono queste e il DS deve fare di necessità virtù. Ma non c’è da preoccuparsi. Gli acquisti fatti finora (e tutta la carriera di Monchi) dimostrano che quando si tratta di rapporto qualità-prezzo, la Roma si è forse messa nelle mani del migliore al mondo.