Redazione

L’esito era scontato:  Giovanni Malagò è stato confermato alla guida del CONI per il prossimo quadriennio. In carica dal 2013, è stato rieletto a larghissima maggioranza dal Consiglio Nazionale ottenendo 67 voti e superando lo sfidante Sergio Grifoni, ex presidente della Federazione Italiana Orienteering, che ha ottenuto due preferenze. Malagò, 58 anni, è al suo secondo mandato alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Le parole di Malagò

Le sue parole poco prima della rielezione: “Per la prima volta è stato redatto il bilancio di mandato: è il biglietto da visita più importante per comprendere ciò che è stato fatto. I 4/5 di quanto programmato è stato realizzato, altre situazioni non sono dipese dalla volontà del CONI. Penso però a quanto si è fatto in molti settori del nostro mondo: penso all’Istituto di Medicina e Scienza, alla formidabile crescita della Scuola dello Sport, penso al percorso fatto per riformare la giustizia sportiva e alla credibilità acquisita a livello internazionale relativamente al tema dell’antidoping, dove siamo diventati modello da imitare, attribuendo autonomia al sistema. E poi c’è il tema dello sport a scuola: ci abbiamo messo la faccia e le risorse, raccogliendo risultati importanti sotto il profilo della pratica sportiva. In 4 anni sono cambiati più volte i referenti a livello istituzionale e non è stato facile portare avanti le nostre istanze. Ora però è indispensabile avere una legislatura piena e pianificare la legge quadro del nostro sistema, non tenendo più conto di apparati legislativi che sono ormai desueti. Dobbiamo uscire dai recinti, dobbiamo volare alto, mettendo da parte i protagonismi e ogni conflitto d’interesse. E’ per legittimare la credibilità che ci viene riconosciuta, come conferma l’attribuzione di risorse del Governo per il progetto Sport e Periferie. Riusciremo a superare le difficoltà, a reperire nuove risorse, a uniformare statuti e regolamenti. I risultati sportivi poi sono sotto gli occhi di tutti: l’associazionismo di base è il nostro motore. Vogliamo andare avanti, facendo leva su coraggio e idee: poi la differenza la fanno le persone, soprattutto i 12 milioni di tesserati. Viva lo sport”.

I PRIMI QUATTRO ANNI DI PRESIDENZA
Eletto la prima volta a sorpresa il 19 febbraio 2013 con 40 voti battendo a sorpresa Raffaele Pagnozzi e Gianni Petrucci, nei primi quattro anni di presidenza per Giovanni Malagò sono state tante soddisfazioni soprattutto politiche all’interno del mondo dello Sport, dove gode di grande credito e di buona critica, ma anche fortissime delusioni: la mancata candidatura Roma alle Olimpiadi del 2024, terminata dopo una lunghissima e asfissiante battaglia con il Campidoglio, la delicata questione dello Stadio della Roma, che lo ha visto coinvolto emotivamente anche come grande sostenitore romanista. Da un punto di vista sportivo spiccano i risultati azzurri di Rio 2016, mentre la delusione più cocente è senza dubbio quella legata ai mondiali di calcio in Brasile del 2014 quando la Nazionale italiana non riuscì nemmeno a superare il girone di qualificazione. Delusione che potrebbe essere riscattata nel 2018, ma prima c’è ancora una qualificazione da conquistare nel gruppo G dove gli azzurri sono primi ma insieme alla fortissima Spagna.