Riccardo Stefani

… E un, due, tre, plié, salto… peccato, atterraggio troppo rumoroso. Si sa, un ballerino provetto può anche librarsi in aria come una libellula ma la stessa leggerezza deve essere mantenuta nell’atterraggio. Non è il caso di Florent Malouda che nel salto, lungo una carriera, si è distinto per eleganza ma il suo atterraggio, dopo aver scavalcato l’oceano, è stato rovinoso. Il trentasettenne è nato a Caienna, capoluogo della Guyana francese: un paradiso caraibico sotto il controllo transalpino. Isola è dotata di una rappresentativa calcistica (non facente parte della FIFA) che ha convocato Florent per la partita di Gold Cup contro l’Honduras durante la scorsa estate. La partita si è conclusa con una vittoria onduregna. E oltre al danno, la beffa.

Malouda EROE DEI DUE MONDI?

Il giocatore è stato sospeso dalle partite ufficiali dalla CONCACAF (Associazione calcistica di nord, centro America e Caraibi) per un motivo piuttosto semplice: l’ala aveva già vestito la maglia di un’altra nazionale, quella francese, e indossarne un’altra non è una pratica del tutto aderente ai regolamenti. Certo, è vero che Malouda ha sposato un’altra bandiera, ma è stato convocato da una selezione che di fatto è dipendente dalla lega calcio francese e dalla CONCACAF stessa. Quindi il fatto che sia il calciatore a doverne rispondere può sembrare un po’ fuori luogo. Infatti, il giocatore ha presentato ricorso al TAS.

E CHE C’È DI MALE?

Anche la pagina di Wikipedia dedicata a Florent Malouda sostiene che egli sia l’ala della nazionale Guyanense, e per essere riportato da un’istituzione indipendente, la questione per cui mercoledì 10 gennaio l’esterno dovrà presentarsi al TAS (il tribunale dello sport), non sembra chissà quale illecito. Anzi, sembra un avvenimento normalissimo, sotto gli occhi di tutti alla piena luce del sole.

TEMPI LUNGHI

Già da quasi quattro anni la Guyana, insieme ad altri membri della CONCACAF (Guadalupa, Martinica e Saint Martin), ha fatto richiesta di maggiori garanzie ed autonomia dalla federazione calcistica francese (FFF) proprio per potersi assicurare le prestazioni dei propri calciatori nella speranza di potersi ritagliare uno status di maggiore rilievo all’interno della FIFA. Tale domanda però versa ancora in una fase di stallo. Chissà se il caso dell’ex Lione e Chelsea, per nominare un paio delle squadre di Malouda, possa essere il casus foederis che porterà ad una maggiore chiarezza riguardo ai rapporti tra grandi e piccole selezioni non riconosciute.

Nel frattempo, a Losanna è tutto pronto per accogliere lo svincolato Florent, che oltre a dover riflettere attentamente sul dubbio amletico riguardo al prosieguo della sua carriera professionistica dovrà discolparsi per aver onorato la maglia della nazione che lo ha visto nascere.