Redazione

Fattore M. Mai meno Mandzukic. Anche perché, di solito, “mena” lui. Giochi di parole a parte, l’unico sicuro del posto, qualsiasi idea abbia in mente Allegri, è lui. Del resto Mandzukic fa giocare bene tutti. Compreso Higuain, che potrebbe tornare al centro dell’attacco, sostenuto dal croato.

Mandzukic fa fuori tutti

Mandzukic può giocare senza Cuadrado, Dybala, Higuain, Bernardeschi e Costa. Tutta la brigata, invece, non può giocare senza il croato. Insostituibile. L’ancora del gioco di Allegri, è l’ago della bilancia tecnico e tattico. Definirlo lottatore è assolutamente limitativo: si parla dell’ultimo centravanti che ha alzato il triplete con il Bayern Monaco, ma anche di un elemento imprescindibile e intelligente. Mandzukic ha accettato la “delocalizzazione” perché ha capito che Allegri, spostandolo sulla fascia, ne ha mortificato la vena realizzativa ma, in compenso, lo ha reso tatticamente indispensabile. Ed è cosi diventato il calciatore più influente della Juventus.

Un “cattivo” prestato al calcio

Mandzukic ha delle qualità non rintracciabili nei suoi colleghi di reparto: in primis, uno spirito di sacrificio che funge da esempio. E poi, un fisico e un atteggiamento che sprigionano pura prepotenza. Un metro e novanta centimetri per ottantasei chili di peso, una certa tendenza alla rissosità, una faccia che, se lo incontri per strada e ti fa “buh” gli lasci il portafogli e te ne vai. Con le buone e (spesso) le cattive, Mandzukic ottiene sempre ciò che vuole. Rincorre e pressa chiunque, e spesso esce vincitore dal confronto. Anche perché non è piacevole, né facile, ritrovarselo addosso. Non a caso, il suo compito è tenere palla sulla fascia, intimidire i terzini e se necessario picchiarli come si deve, mentre Alex Sandro fa il suo lavoro.

Perché proprio sulla fascia?

La scelta di Allegri non è casuale: Mandzukic, messo sulla fascia, rende il triplo perché può attaccare una morfologia di calciatore perfettamente aderente ai suoi canini. Il centrale, per antonomasia, è più fisico, cattivo, arcigno. Non si spaventa del corpo a corpo e deve pensare solo a far muovere il meno possibile l’attaccante. L’esterno, invece, gioca e lascia giocare. É meno portato al contatto fisico ed è più facile da “intimidire” tatticamente, proprio perché non deve pensare solo a difendere.

Il lavoro del croato permette ad Allegri una costante superiorità numerica nelle due fasi: Mandzukic limita (quasi elimina) le scorribande dell’esterno destro. E mentre lo impegna a dovere in fase difensiva, permette a Sandro di sganciarsi con continuità. Impossibile arginarli. A tal punto da costringere, spesso, i centrali avversari al mutuo soccorso sulla fascia: risultato? Si libera lo spazio dove si infilano Dybala e Higuain. E si torna al punto di partenza. Chiunque gioca lì davanti, ha bisogno del croato.