Redazione

Il match con la viola lascia in eredità due certezze: la Juventus non ha ancora, né forse l’avrà, un solo volto. 4-3-3 o 4-2-3-1? Non è ancora il momento di deciderlo. L’unica certezza è Mario Mandzukic. Forse è proprio “colpa” del croato se Allegri continua a rimandare il passaggio al nuovo modulo.

Solida realtà

Il mercato ha dato ad Allegri tanti volti nuovi a disposizione, ma non vuole incartarsi: prima di lanciare i nuovi, vuole conoscerne sino a fondo pregi e difetti. Meglio lasciare la Juventus com’è, prima di affidarsi ad una 2.0 che magari avrà anche tanta qualità in più, ma non garantisce le certezze e le solide realtà ereditate da un gruppo che, per nove undicesimi, si è arrampicato sino a un passo dalla Champions. In questo contesto-squadra, Mandzukic entra di diritto. Di più: un portabandiera.

Supermario, l’intoccabile con qualsiasi modulo

Forse in pochi lo ricordano, ma Supermario è l’ultimo centravanti del Bayern Monaco che ha alzato al cielo la Champions: quindi tanto scarso, anche come terminale offensivo, proprio non è. Il suo spirito di sacrificio, la sua tendenza a prendere per mano la squadra in partite come quella con la Fiorentina, rimanda, e probabilmente rimanderà ancora, con ogni probabilità l’impianto del 4-3-3 in forma stabile e definitiva. Anche perchè nessuno fra Cuadrado, Bernardeschi e Douglas Costa garantiscono lo stesso lavoro di sacrificio e copertura.

Mandzukic è il preferito di Allegri.

Non solo gol importanti (sua la rete dell’1-0), ma soprattutto duttilità. Il calciatore che ogni allenatore vuole nella sua squadra. Può fare la punta, può giocare insieme un centravanti, può sacrificarsi sulla linea di metà campo. Presente in fase offensiva tanto quanto in fase difensiva. Esperienza da vendere (un triplete con il Bayern Monaco alle spalle). Regala l’equilibrio in grado di supportare Higuain e Dybala. Oggi in gol tutti e tre.