Francesco Cavallini

Sconfitta prevedibile, ma partita ben giocata. E ben poco da rimproverarsi. Del resto quando il campo è il Meazza e l’avversaria è l’Inter, chiedere a una neopromossa di portare via punti rischia di diventare un po’ troppo. Ma tra i protagonisti del match c’è Manuel Lazzari, ventiquattro anni da compiere a novembre, centrocampista della Giacomense. Come? Cosa? A Milano contro i nerazzurri non ha giocato la SPAL, gloriosa società di Ferrara con un passato importante nella Serie A tra anni Cinquanta e Sessanta? Sì…e no. C’è una storia dietro. Di cui Lazzari è il simbolo.

Con la SPAL dalla Lega Pro alla Serie A

Nel 2013 Lazzari deve ancora compiere vent’anni quando la Giacomense, club di Masi San Giacomo, si fonde con la Real SPAL, società nata dalle ceneri della seconda incarnazione del club di Ferrara. L’obiettivo è riportare la SPAL nel calcio professionistico, mai abbandonato dal secondo dopoguerra, ma perso a causa del fallimento dell’anno precedente. Si riparte dalla Lega Pro Seconda Divisione (la buona vecchia Serie C2), con in organico buona parte della Giacomense. Tra qualche difficoltà e ostacoli a volte insormontabili, il cammino della nuova SPAL è positivo. Iscrizione alla nuova Lega Pro, arrivo in Serie B e addirittura doppio salto e ritorno in A. Di quella Giacomense del 2013 in rosa non c’è più nessuno. Nessuno, tranne Manuel Lazzari.

Esterno a tutta fascia con il vizio del gol

Nel 3-5-2 che ha già fruttato ai ragazzi di Semplici 4 meritatissimi punti, oro colato nella lotta per la salvezza, Lazzari è l’esterno destro a tutta fascia. Che ha saputo mettere in difficoltà difese blasonate e molto ben organizzate come quella della Lazio o dell’Udinese. Nell’esordio casalingo nella massima serie è addirittura arrivato il gol. Certo, ci sono voluti tre minuti affinchè il VAR confermasse la regolarità della rete, e forse la gioia è rimasta un po’ strozzata in gola, ma nulla può togliere a Lazzari il degno coronamento di quella che sembra la favola di questo campionato 2017/18.

In attesa di una chiamata importante…

A Milano è andata così così, l’Inter ha portato a casa i punti e la SPAL torna a Ferrara con gli applausi. Che sono rivolti a tutti ma soprattutto all’esterno veneto, che si è distinto con parecchie sgroppate che hanno creato scompiglio sull’out mancino nerazzurro e che non hanno fatto certo fare bella figura a Dalbert. Continuando così, qualche chiamata importante non è da escludere. E non solo da parte di club che gravitano nelle zone alte della classifica, ma anche e soprattutto da Coverciano. Tra qualche tempo Ventura avrà a disposizione i soliti stage dedicati agli emergenti e dare un’opportunità al ventitreenne della SPAL è un’idea interessante. Certo, Russia 2018 è un sogno irrealizzabile, ma ci sarà da aprire un nuovo ciclo, che punterà all’Europeo itinerante del 2020 e ai Mondiali in Qatar del 2022. Cinque anni. E abbiamo appena imparato che in un periodo del genere può davvero accadere di tutto. Vero Manuel?