Redazione

Tifosi bianconeri terrorizzati . Marchisio via? Marchisio resta? L’importante è non perdere un leader.

Ok, fermi tutti. L’amore fa brutti scherzi

Il profondo sentimento che lega i tifosi della Juventus a Marchisio è bello e rispettabilissimo, ma, con tutto l’amore e la riconoscenza possibile per il principino, la leadership della Juventus alloggia altrove. La definizione accostata al leader è “colui che ha un ruolo di prestigio all’interno di un gruppo per particolare abilità e carisma”. Dunque, siamo lontanucci. Il buon Claudio che in questa classifica occupa almeno la terza posizione. Dietro Buffon e Chiellini.

Gigi Buffon, alla Juve dal 2001

Gigi, patrimonio della Juve e dell’UNESCO calcistico

Buffon, 40 anni da compiere il prossimo anno, probabilmente l’ultimo da calciatore. Il Portiere con la P maiuscola. E anche definirlo così è riduttivo. Buffon è un patrimonio del calcio italiano e dell’Unesco. Un’eccellenza assoluta. Capitano, simbolo e leader della squadra. Schietto ma intelligente nei rapporti con i media, un punto di riferimento insostituibile per i compagni e gli allenatori. La Juventus di Allegri ha vinto tre scudetti. Quella di Buffon otto (più uno revocato) e, con identico orgoglio, un campionato di serie B. E se i tecnico livornese ha alzato la Coppa di Campione d’Italia nel 2015/2016 gran parte del merito è di Gigi che, quel 28 ottobre del 2015, dopo la sconfitta rimediata con il Sassuolo, richiama la truppa all’ordine. Adunata generale. Si torna al 3-5-2 ventiquattro vittorie su venticinque partite. E si vince.

 

Giorgio Chiellini, Ministro della Difesa della Juventus

Re Giorgio, il porto sicuro

La figura di Chiellini, complice l’addio di Bonucci, è cresciuta a dismisura. Re Giorgio è uno dei simboli di questa Juventus. Il porto sicuro. Il Ministro della Difesa della Juventus. L’uomo che affronta con serenità telecamere e taccuini. Non è nato bianconero, ma ha più militanza di Marchisio. C’era nella Juventus di Capello, ed era già “Chiellini” quando un giovane Claudio era una bella promessa delle giovanili. É rimasto quando i bianconeri sono stati retrocessi in serie B. Protagonista della rinascita e degli anni più difficili. A 33 anni, è destinato a raccogliere l’eredità morale di Gigi Buffon.

E Marchisio? Lui è il..Principino

E Marchisio? Beh, il suo soprannome dice tutto. Il “Principino”. Il piccolo di casa, il ragazzo educato e perbene di una famiglia rispettata da tutti. Brilla di luce propria, per attaccamento alla maglia e senso di appartenenza. Leader, però, è un’altra cosa. É più giusto parlare di simbolo. Anche perché il campo lo vede poco: ed è proprio questa la discriminante che lo mette in discussione. Il ragazzo ha espresso, legittimamente, il desiderio di giocare di più. Specialmente dopo un precampionato più che positivo. L’arrivo di Matuidi e le tante voci su Strootman e Sanchez lo hanno destabilizzato. Qualora decidesse di andare via, la Juventus ne prenderebbe atto. Non trattiene nessuno. Semplicemente, preferirebbe andasse all’estero.