Francesco Cavallini

Dante, nella sua poesia, lo chiamerebbe contrappasso. Noi moderni preferiamo parole esotiche come karma o perifrasi come scherzo del destino. Ma il concetto è sempre quello, una sorta di vendetta del fato, magari ironica. E nel calcio accade abbastanza spesso. Perchè c’è qualcosa di divertente nel vedere figli di grandi calciatori seguire le orme dei padri su un prato verde. A volte le seguono nel vero senso della parola, prendendo posizioni in campo simili, come Cruijff e Mazzola junior. Ma succede anche che qualcuno decida di diventare l’opposto del suo famoso genitore. Edinho, l’erede di Pelè, tra un arresto e l’altro in carriera ha fatto il portiere. E se tu, caro Lilian Thuram, sei un difensore, ma di quelli forti, uno dei migliori della tua generazione, cosa puoi aspettarti che voglia fare tuo figlio?

Marcus Thuram, diciott’anni…attaccante

Piacere, Marcus Thuram, ruolo…attaccante. Classe 1999, nato a Parma, mentre papà formava con Cannavaro un muro invalicabile davanti a Gigi Buffon. Uno che la difesa dovrebbe avercela nel DNA, ma che invece preferisce creare problemi a chi i gol li deve evitare. Molti problemi, perchè nella stagione d’esordio in Ligue 1 il piccolo Thuram (che poi così piccolo non è, un metro e novantadue) è già a quota due reti. Veste la maglia del Guingamp, che lo ha acquistato dal Sochaux. Da suo padre qualcosa l’ha ereditata, la versatilità. In Bretagna gioca prima punta, quando vestiva il giallo-blu veniva spesso schierato da esterno in un centrocampo a quattro. Un po’ come il nostro Federico Chiesa, anche lui erede di qualcuno che con Thuram senior ha condiviso un pezzo importante di carriera.

Un fisico importante e senso del gol

In realtà c’è anche qualcos’altro che accomuna padre e figlio. Lo stacco di testa, facilitato da una struttura fisica più da…difensore che da attaccante. Proprio con un’inzuccata da corner è arrivato il primo agognato gol nel campionato dei grandi, contro il Lione. La rete segnata al Tolosa è invece parte di un repertorio molto più offensivo, un appoggio semplice da rapace dell’area di rigore. E con questi siamo a quota tre, aggiungendoci una marcatura in Ligue 2 la scorsa stagione. I tredici in carriera di papà Lilian sono già nel mirino. Certo, molto più semplice quando giochi almeno quaranta metri più avanti. Ma di questi tredici ce ne sono un paio che difficilmente Marcus potrà eguagliare: la doppietta alla Croazia nella semifinale mondiale del 1998. Due reti fondamentali. Entrambe di piede, dopo due progressioni incredibili, non certo da difensore. E allora viene da pensare che, in fondo in fondo, magari qualcosa da suo padre il giovane Thuram l’ha presa sul serio…