Redazione

“Verratti, tra valutazione e caratteristiche, è un investimento non ci interessa”. Pensieri e parole di Giuseppe Marotta a metà luglio, quando il nome dell’abruzzese è associato alla Juventus, a caccia del centrocampista di qualità e quantità. Parole che lasciano increduli molti tifosi bianconeri. Beh, alla luce dei fatti, il direttore sportivo ha ragione.

Dopo Cardiff, il coro “Verratti si poteva prendere”

Cardiff lascia in eredità due certezze. La prima, è che un attacco atomico vale più di una difesa di ferro. La seconda: alla Juve serve un centrocampista realmente padrone della squadra. Un uomo di spiccata personalità, che non si faccia schiacciare dal palleggio o dalla corsa degli avversari. Ecco perché in tanti hanno sognato il mediano del PSG, fra l’altro, in rotta con il proprio club. Verratti, però, preferisce il Barcellona. La Juventus ha altri obiettivi e lascia fare. In molti ritengono “si la storia della volpe e l’uva”. Non ci si arriva, quindi non è un giocatore aderente alle ambizioni europee della Juventus. Beh: dopo Spagna-Italia qualcuno ha il coraggio di accusare il direttore sportivo bianconero?

Dopo Madrid…il sollievo “meno male non averlo preso”

Il tifoso, si sa, è volubile: quello della Juventus è anche particolarmente severo ed esigente: e sul web tira un sospiro di sollievo. Marco Verratti  non è l’uomo giusto per il salto di qualità: non a quei prezzi, fra l’altro. Più di 70 milioni di euro per un centrocampista uscito a pezzi,  letteralmente travolto dall’onda delle furie Rosse. Serata da dimenticare. In cinque parole: non l’ha vista mai. Ci si aspetta ben altro da un elemento di tasso tecnico ed agonistico superiore. Sarebbe ora di evitare anche i paragoni con Pirlo, per cortesia, grazie. La partita di Verratti si riassume in due istantanee:  ammonizione dopo 4′ di gioco che ne ha compromesso la gara. E il sombrero subito da Isco. Da un centrocampista di esperienza internazionale ci si aspetta altro. Invece, tante ingenuità e l’incapacità di prendere per mano la squadra e regalare ritmo, ordine e qualità. Marotta, dal PSG, per (quasi) meno della metà  della valutazione di Verratti, ha preso Matuidi: a conti (anche economici) fatti, una scelta ineccepibile.