Redazione

Milan, due sconfitte in sei partite. Lazio e Sampdoria, con tutto il rispetto, non potevano né dovevano imporre lo stop. Inaccettabile. Fassone ha tuonato. Ed è piovuto. Arriva il primo esonero. Salta Emanuele Marra, preparatore atletico rossonero. Sotto accusa per la tenuta fisica dei rossoneri, che effettivamente hanno una media da zona retrocessione: al 17 posto, con 105km percorsi. Solo Genoa, Torino e Crotone hanno fatto peggio. Strano: il Milan, che ha iniziato la preparazione a luglio, dovrebbe essere già in piena forma, piuttosto che con il fiatone.

Questione tecnica o di dieta?

Marra è un profilo conosciuto e discusso nell’ambiente calcistico: è il primo professionista che ha scelto la dieta “vegana” (con qualche eccezione di carne bianca) per i calciatori. Lavora da anni con Montella. Lo ha seguito dai tempi della Fiorentina dopo averlo incrociato ai tempi del Catania.  Il tecnico però lo ha liquidato, con un comunicato via twitter. Differenze di vedute, si legge nel comunicato. E che la squadra non abbia ancora un’identità e ci sia confusione nella scelta dei giocatori, dipende dal riso al kamut? La questione è tecnica, o di dieta?

Il menu di Marra…

I primi dubbi sull’alimentazione, passati sino a pochi mesi fa sotto traccia, sono coincisi con una classifica difficile da digerire. Eppure a Milanello si mangia leggero: vietati pasta, pane, pomodori, carne rossa e derivati, compresi i latticini. No anche a bevande zuccherate e succhi di frutta. Si a latte di soia, cocco e verdure. E cosa mangiavano, i poveri Diavoli? Sembra che il menu fosse a base di riso o pasta di kamut con pesto vegetale, carote, piselli, radicchio. Tutto rigorosamente vegetale. L’unica eccezione consentita è pollo o tacchino. Qualche calciatore si è anche lamentato del trattamento, inseguendo bistecche per i vari ristoranti milanesi. Ma si può giustificare tutto con l’alimentazione?

E quello di Montella

Il menu di Montella invece? Non certo inattaccabile. Una bella insalata mista di schemi, idee, moduli e scelte, senza avere ancora un’identità né una idea di base. Un bel “mappazzone”, per restare in gergo culinario. Sul piano tecnico, invece, il piatto piange. Qualcuno è in grado, a ottobre, di definire quale sia l’undici titolare del Milan? E adesso, come se ne esce da questa situazione? All’orizzonte, Roma e derby. Non esattamente due passeggiate. Se la colpa è davvero di Marra, il Milan tornerà a volare. Altrimenti, la sensazione è che sarà proprio l’Aeroplanino a tornare nell’hangar…