Luigi Pellicone

Inter, la Sampdoria è il primo vero esame. Una partita che aiuterà a capire se i nerazzurri possono confermarsi come outsider nella lotta scudetto. Del resto, chiedersi se la squadra di Spalletti possa ambire al titolo, implica che, sinora, non ne è prevista la possibilità. Nessuno, infatti, si chiede se Napoli e Juventus siano all’altezza di vincere.

L’infrasettimanale è la vera incognita

Il punto di forza dell’Inter più muscolare degli ultimi anni è nella tenuta fisica. La squadra ha sempre risposto presente. A patto di non spremere troppo gli uomini di una rosa comunque ristretta. Spalletti si è giovato di due fattori. Giocare una volta a settimana e avere il tempo di preparare a dovere la partita. Non a caso, il primo pareggio della stagione è arrivato a Bologna, proprio in occasione del turno infrasettimanale. Con la Sampdoria non sarà affatto una passeggiata, anche e soprattutto dal punto di vista atletico. I blucerchiati corrono parecchio e l’impianto di gioco di Giampaolo sembra disegnato appositamente per mettere in difficoltà l’Inter spallettiana.

Sampdoria avversario scomodissimo

La Sampdoria è l’avversario meno comodo in assoluto per l’Inter. Giampaolo ha costruito una squadra molto abile ad aprirsi a fisarmonica e nel “contro gioco” più che nella proposta. Tanti uomini sotto palla, poca concessione della profondità, squadra corta che pressa il pallone piuttosto che l’uomo e riparte con fraseggi stretti in verticale negli spazi che si vengono a creare “chiamando” l’avversario nei propri trenta metri. Un “arrocco” in piena regola, con la difesa bassa al punto giusto per non concedere metri e occasioni. In sintesi, un sistema di gioco che imporrà all’Inter di fare la partita. Ovvero, ciò che i nerazzurri soffrono maggiormente. Inutile attendere la Sampdoria per ribaltare l’azione nello spazio. È esattamente ciò che ha in mente Giampaolo…

Correre e giocare

L’Inter, dunque, abilissima a difendersi, sarà chiamata a spendere energie preziose per attaccare. Aprire il 4-3-1-2 della Samp significa alzare i ritmi di gioco, muoversi senza palla, lavorare molto sulle catene esterne. Ed esporsi anche a qualche ripartenza. Insomma tutto ciò che ha reso particolarmente agoniche (o fortunate, a seconda dei punti di vista) le vittorie nerazzurre. Non sarà una passeggiata. E però l’Inter è scesa in ballo e deve ballare. Il che significa correre e giocare. La squadra è uscita rivalutata da parte della critica dalla notte del San Paolo, ma non ha ancora superato le sacche di scetticismo diffuse anche nel fronte interno. E per Spalletti il difficile, a pensarci bene, inizia proprio adesso.