Elisa Ferro Luzzi

Correva l’anno 2002. L’allenatore dei Glasgow Rangers, Alex McLeish, aveva un figlioletto, Jon, che da qualche settimana non faceva altro che suggerirgli un 15enne sconosciuto del Barcellona C, la squadra giovanile del club blaugrana. Uno che aveva comprato per caso a Championship Manager, in Italia noto come Scudetto e un paio di anni dopo ribattezzato Football Manager. Uno molto bravo, uno che più passava il tempo più raggiungeva livelli stellari all’interno del gioco. Un certo Lionel Messi. Anche un altro, tal Andres Iniesta, non era male. McLeish sorrise davanti ai suggerimenti del ragazzo e non gli diede retta. Salvo poi mangiarsi le mani per il resto della sua esistenza.

Le statistiche di Lionel Messi su FM

Il profilo di Lionel Messi su FM

Da quel momento, l’accuratezza dei dati forniti dal gioco della Sports Interactive Games è entrata a far parte della vita dei club. Molti osservatori, soprattutto italiani, viaggiano con il gioco gestionale installato su tablet o pc. Tanto per fare un altro esempio, Arjen Robben, nelle edizioni del gioco di inizio millennio, raggiungeva livelli stellari poi confermati nella carriera reale; nel 2010 il Genoa ha preso Miguel Veloso e Franco Zuculini proprio perché erano due dei prospetti migliori della simulazione.

Il profilo di Miguel Veloso su FM

Il profilo di Miguel Veloso su FM

Quante ore avete passato davanti allo schermo del computer, trascinando squadre di provincia alla vittoria della Champions League, scervellandovi per trovare la giusta tattica e lanciando giovani promettenti e sconosciuti? Ecco, senza neanche accorgervene, siete diventati dei talent scout a tutti gli effetti. Dall’Inghilterra arriva la storia di Matt Neil, che rappresenta una sorta di rivincita per tutti quelli che hanno dovuto subire le critiche di mogli, fidanzate e madri riguardo al tempo passato giocando a Football Manager. Grazie al videogame manageriale Matt Neil, anni 23, già da qualche stagione lavora come scout del Plymouth Argyle, club che milita il League Two, la quarta serie inglese. Quando aveva 15 anni, Matt ha risposto ad un annuncio sul sito del videogioco ed ha iniziato a seguire il Truro City, club della Cornovaglia. La conoscenza e lo studio dei giocatori della squadra militante nelle serie inglesi minori lo hanno ripagato poco più tardi: a 19 anni il ragazzo ha cominciato a collaborare con il Plymouth Argyle.

“Avevo seguito per molto tempo il Plymouth Argyle, frequentavo il club anche cinque-sei giorni alla settimana, e molti dei giocatori del Truro City erano passati nelle giovanili dell’Argyle, quindi all’inizio ero piuttosto avvantaggiato– ha raccontato Matt a The Set Pieces – Un giorno parlavo con il segretario dell’Argyle, gli raccontavo che c’era un giovane attaccante che stava segnando valanghe di gol nella Conference South, e che poteva essere un buon rinforzo. Il segretario ha passato la notizia a Carl Fletcher, il manager del club, che mi ha chiesto un’analisi video e le statistiche del giocatore in questione”. Da quel momento, Matt ha iniziato ad affiancare il capo degli osservatori dell’Argyle preparando report dei possibili obiettivi. Tra i calciatori che già aveva guidato su Football Manager, l’unico che il Plymouth Argyle ha preso è il portiere Marc McCallum, arrivato in quest’ultima sessione estiva. “McCallum era uno dei prospetti più interessanti del Dundee United, in un’edizione di Football Manager di qualche anno fa – ha sottolineato Matt – La cosa più curiosa è che anche Marc ha un passato da giocatore di Football Manager, allenando fra l’altro proprio il Plymouth Argyle. E che mi aveva licenziato, nel gioco!”.

Le statistiche di MCCallum su FM

Il profilo di McCallum su FM

Il Watford Football Club, allenato dal nostro Walter Mazzarri e di cui la Sport Interactive da qualche anno è sponsor, da questa stagione ha fatto partire anche una collaborazione tra lo staff tecnico e i data researcher della casa produttrice di Football Manager. Il database (che conta 650.952 profili, fra ex atleti, manager, allenatori, staff e giocatori in attività) sarà a disposizione degli analisti e degli operatori di mercato del club, che valuteranno stato di forma e caratteristiche dei giocatori anche a partire dai parametri che sono importati all’interno del gioco. Spencer Field, Direttore Commerciale del Watford, ha dichiarato: “La nostra stagione si caratterizzerà per il lancio di una serie di iniziative, legate a Football Manager, per il nostro personale e gli appassionati. Il rapporto ci permetterà di produrre contenuti interessanti ed approfondire i dati che il gioco ci metterà a disposizione”.

E pensare che, prima ancora che prendesse il nome di Champions Manager, il gioco di Sports Interactive fu snobbato da tutti i publisher principali. I fratelli Paul e Oliver Collyer, i suoi autori, ancora oggi conservano la lettera di rifiuto firmata Electronic Arts nel giugno 1991“Quest’idea non è competitiva”, sentenziava l’editore videoludico numero uno al mondo, salvo poi sottolineare come nei dischetti inviati fosse presente un virus

La lettera di rifiuto della Electronic Arts

La lettera di rifiuto della Electronic Arts

Per fortuna ci ha pensato la Domark Software, allora piccolo publisher londinese, a pubblicare il gioco nel settembre del ’92 su Commodore Amiga e Atari St. Già alla sua seconda edizione, arrivò l’acquisizione da parte della SEGA con cui la Sport Interactive ha siglò un accordo nel 2004 per i diritti di pubblicazione.