Redazione

Ettore Mendicino, eroe del Cosenza. Una seconda giovinezza in Lega Pro per questo classe 1990 che non ha mantenuto le promesse, ma che sta entrando nel cuore dei tifosi silani. Non ha segnato tantissimo (3 gol ma 4 assist in 17 presenze e 837′) ma le sue reti sono fondamentali per i “Lupi”. Tre marcature che sono valse 9 punti. Una è servita per sbancare il Granillo e regalare una vittoria a Reggio Calabria che mancava dagli anni ’60. Un altro in casa del Trapani. E un altro con il Siracusa.

Da Anfield al San Vito…

Una storia curiosa, quella di Ettore. Nome epico, eroe sfortunato ma a cui va reso l’onore delle armi. Nella Lazio, Delio Rossi lo preferiva a Simone Inzaghi. Lanciato giovanissimo nel grande calcio, esordisce con la Fiorentina, poi si regala una notte da sogno a Anfield. Amichevole di lusso, risultato bloccato sullo 0-0. Cross di Zarate, Ettore di testa anticipa Carragher. Lazio in vantaggio? No, l’arbitro anulla una rete regolarissima. Un segnale sottovalutato. Il destino ama giocare a dadi. Dalla gloria alla polvere, il passo è brevissimo. Qualche incomprensione con il presidente Lotito: finisce fuori rosa assieme ai dissidenti Foggia, Matuzalem e lo stesso Zarate. Perdere il treno della vita a 21 anni non deve essere piacevole.

E nel mezzo…una laurea

Mendicino si ritrova senza squadra e mercato. Un volo spezzato. Facile perdersi. E in effetti sbanda. Ha bisogno di un obiettivo. Di un percorso. Ritrova la strada attraverso lo studio. Si tuffa sui libri. Studia. Si iscrive a Scienze Della Comunicazione e consegue il titolo accademico. Il tempo è galantuomo: si prende una rivincita con Lotito, che lo aveva messo fuori rosa a Roma, trascinando la Salernitana in serie B. Una promozione che sancisce anche la pace. Dopo due anni a Siena, decide di tornare al sud, sceglie ancora la Calabria, cui è legatissimo. É nato a Milano, ma il padre è di origini meridionali. Giocare a Cosenza lo riempie di orgoglio. E adesso si è posto un nuovo obiettivo. Far arrampicare i lupi in zona play off. Obiettivo distante appena un punto. Il sogno è la B: e poi a 27 anni ancora c’è tanta strada da percorrere. La caccia…è aperta, la storia è ancora da scrivere. Ettore, vuole chiudere da eroe, e comunque senza rimpianti.