Luigi Pellicone

Ricordate Jeremy Menez? Il funambolo francese che faceva disperare, quando era in giornata, i marcatori e molto più spesso compagni di squadra nella Roma e nel Milan? Quello da 10 partite l’anno, che solo avesse avuto un po’ più voglia di sacrificarsi e meno sciovinismo sarebbe serenamente diventato un top player? Bene, dopo una parentesi in Turchia, il fantasista ha deciso di cambiare maglia e continente. No, niente Cina. Lui è speciale, sempre sopra le righe. Lui vola in Messico.

Nuovo idolo del Club America

Appena atterrato a Città del Messico, il ragazzo è stato subito preda di centinaia di fans che lo hanno atteso per ore in aeroporto pur di trovarserlo accanto per un selfie. Scene a metà fra il giubilo e il panico,che hanno fatto il giro del web sebbene le prime parole di Jeremy non siano state esattamente un capolavoro di originalità. Il francese si è limitato ad un “sono molto felice di essere qui, è un grande club”. Dire che era la squadra che ha sempre sognato è forse troppo, ma ai tifosi importa poco, considerata l’accoglienza.

La domanda è: come ci è finito?

La domanda da porsi in questi casi non è perchè sia andato in Messico, piuttosto come ci sia finito. E quale motivo lo abbia spinto a misurarsi in un campionato dove gli ingaggi non sono eccezionali né la competitività eccelsa. Quesiti che possono trovare una parziale risposta: 30 anni da compiere e una carriera da grande promessa mai mantenuta. Probabilmente l’ultimo passo (all’indietro) di una carriera che è stata un’altalena per un calciatore che non ha mai avuto molto equilibrio. Del resto, per sua stessa ammissione, ha sempre scelto ciò che gli è piaciuto. Uno che rifiuta la corte del Manchester per restare a Sochaux, in fondo, ha una buona dose di coraggio e follia. Le stesse doti messe in campo non in egual misura. Un vero peccato vederlo dall’altra parte del mondo. Sarebbe potuto andare in Cina, per una “pensione” da nababbo. Ma non sarebbe stato Menez. Del resto l’America Club è il posto perfetto per lui. Un po’ Messico e…un po’ nuvole.