Redazione

Un altro Campione del Mondo per diventare campioni d’Europa? L’idea della Juventus, seppur ambiziosa, sembra essere questa. E non si parla di Khedira, ormai già in rosa da due anni. Nella loro ricerca di un altro colpo di mercato, che vada ad aggiungersi a Douglas Costa e a Bernardeschi per cui, battute social a parte, queste sembrano davvero le ore decisive, Marotta e Paratici hanno buttato l’occhio su una squadra con cui i bianconeri hanno fatto molti (ottimi) affari di recente. I rapporti tra Juventus e Bayern Monaco sono eccellenti, come dimostrano i casi Vidal, Coman e Benatia. Società dal modus operandi molto simile e che condividono anche una supremazia nazionale che sembra difficile da scalfire per le eventuali concorrenti.

Ma come ha dimostrato l’estate juventina, non esiste una squadra in cui va sempre tutto bene e neanche il granitico Bayern può fare eccezione. Acquisti sbagliati, molta concorrenza e qualche mugugno di troppo, che a Monaco come a Torino non sono mai graditi. E se per Renato Sanches, portato in Baviera un anno fa per oltre 35 milioni, si prospetta il prestito al Milan con possibilità di cessione definitiva, e Rafinha continua la sua personale polemica con la dirigenza, ci sono altre e ben più importanti spine nella bellissima rosa in mano a Carletto Ancelotti. Non calciatori qualunque, ma due dei protagonisti della grande stagione del calcio tedesco, culminata nella Coppa del Mondo alzata tre anni fa al cielo di Rio de Janeiro.

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Hummels con Ancelotti nel giorno della presentazione

Il primo è Mats Hummels, quasi ventinove anni, cresciuto calcisticamente nel Bayern ma sedotto e abbandonato dai Roten, sbocciato nel Borussia Dortmund sotto l’attenta guida di Klopp e poi tornato da figliol prodigo all’Allianz per circa 35 milioni di euro. Tra l’altro, senza tantissima fortuna, dato che l’arretramento definitivo in difesa di Javi Martinez, iniziato da Guardiola e completato da Ancelotti, unito all’inamovibilità di Boateng, rischia di continuare a togliere spazio al centrale tedesco. E quindi, guardandola dall’esterno, non è così improbabile pensare ad un futuro di Hummels lontano da Monaco. Non che i bavaresi se ne vogliano liberare, ma avere un calciatore scontento in rosa è comunque poco apprezzabile.

E allora, pensano a Torino, perchè non tentare l’assalto? In fondo il centrale della Mannschaft è già stato obiettivo bianconero quando indossava la maglia del Borussia. Poi, come spesso accade, il magnetismo del Bayern (e la presenza nei ranghi societari di papà Hermann) ha avuto la meglio, ma la Juventus non ha mai perso le speranze di acquistare il difensore tedesco. Fortissimo in marcatura, ma anche capace di impostare, come si addice ad uno degli eredi della scuola di Beckenbauer e Sammer. Un profilo che, a grandi linee, può ricordare quello dell’ormai grande ex Bonucci e che farebbe molto comodo ad Allegri nel suo impianto di gioco. Ci si può lavorare. Il prezzo è alto, sicuramente oltre i 40 milioni, ma visti gli ottimi rapporti tra le due società un accordo, volendo, si potrebbe trovare.

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Thomas Müller del Bayern a un evento Adidas (Getty Images)

Ma Hummels non è l’unico grande scontento della rosa del Bayern. Anzi, c’è qualcuno che, per sua volontà o no, sta causando una vera e propria maretta tra dirigenza e allenatore. I bavaresi hanno appena accolto a Monaco James Rodriguez, pallino di Ancelotti, che lo aveva già portato a Madrid. Ma la presenza del colombiano riduce (e di molto) le possibilità di vedere in campo Thomas Müller, cosa che non va assolutamente giù ai piani alti, soprattutto a Karl-Heinz Rummenigge, che vede l’identità del club minata dalla scelta di preferire l’ex Real al prodotto delle giovanili. Sulla graticola c’è il povero Carletto, che di certo non ha intenzione di sacrificare un Lewandowski stratosferico per compiacere chi comanda, ma se il muro contro muro dovesse continuare, il ventottenne tedesco potrebbe anche fare le valigie.

E tra le tante squadre disposte a fare carte false per acquistare il raumdeuter del Bayern, c’è anche la Juventus, che continuerebbe così la sua opera di “bayernizzazione”, dopo Benatia e Douglas Costa. Difficile che l’affare vada in porto, perchè l’impressione è che alla fine il caso rientrerà, ma Marotta e Paratici sono più che vigili. In fondo, per vincere serve gente abituata a vincere. E chi ha portato a casa una Coppa del Mondo, da questo punto di vista, parte parecchio avvantaggiato.