Augusto Ciardi

Sportiello; Conti, Acerbi, Caldara, Darmian;, Rincon Badelj; Gómez, Gabbiadini, Zaza; Pavoletti. Ma anche Iturbe, Rog, Widmer, Luiz Adriano. Dove arriverebbe una squadra (titolari più riserve) così non è dato saperlo, dove possono andare alcuni (molti) di questi calciatori lo scopriremo entro due mesi e mezzo.

Mercato di gennaio, opportunità o riparazione?

Premessa: non è sempre calciomercato, perché a settembre, ottobre e febbraio (forse anche marzo) di negoziazioni in prospettiva è giusto che parlino i dirigenti, gli allenatori, gli agenti. Gli approfondimenti post chiusura delle sessioni estive e invernali provocano reazioni cutanee già nelle ore successive al gong quando spuntano retroscena romanzati su trattative non condotte in porto o su affari appena concretizzati. Ma la pausa di novembre, offrendo spunti di riflessione sui campionati nazionali giunti quasi a un terzo del loro cammino, permette di capire cosa serve a chi. Quale intervento di maquillage sarà necessario alle squadre per far quadrare il cerchio o come bisognerà cambiare i connotati a fronte di flop che rischiano di rovinare la stagione prima ancora che entri nel vivo.

Possibile che la Juventus dopo aver reinvestito gli oltre 100 milioni della cessione di Pogba sparando colpi a raffica in estate debba rimettere mani alla rosa? O che la Roma che in estate ha ingaggiato cinque difensori debba tornare sul mercato per completare il reparto arretrato? O che al Napoli post Higuain serva l’ennesima punta? Sì, se infortuni o delusioni obbligano i dirigenti a chiedere ai proprietari dei club di aprire di nuovo il portafogli. Sottovalutata sessione invernale di mercato. Quella che in altre epoche (e in mesi diversi da gennaio visto che le negoziazioni si concentravano in passato in autunno) ha registrato i colpi Desailly, Davids, Zago, Nakata, Toni, Nainggolan, Stankovic, Ronaldo, Perotti ed El Shaarawy. Gente che ha saputo anche rappresentare la svolta tecnica e tattica per squadre lanciate verso lo scudetto. Perché il mercato di riparazione non è un mercato di riparazione, ma un’opportunità. Per il consolidamento di chi intende essere ancora più forte. Di quadratura del cerchio per chi deve semplicemente riempire un buco. Per saziare l’appetito di chi pensava di pasteggiare con pane e salame e si ritrova a ridosso della finestra invernale in un ristorante dove poter completare il menù arrivano fino al dolce. O per la rivoluzione di chi deve necessariamente cambiare.

Stephan El Shaarawy, prelevato dalla Roma a gennaio 2015

Stephan El Shaarawy, prelevato dalla Roma a gennaio 2016

SERVONO GIOCATORI CHE CONOSCANO LA SERIE A
Insomma, non sempre in inverno capita la sciagura di comprare Anelka, Doumbia, Saha, Shaqiri, Podolski. In un’epoca in cui difficilmente puoi andare a pescare fra i top europei (a maggior ragione a gennaio quando hai la scure del bilancio sul collo, Milan a parte che è l’unico club che il bilancio lo chiude il 31 dicembre), è importante saper individuare gli obiettivi fra chi gioca in Serie A o fra chi la Serie A la conosce perché l’ha lasciata da poco. A meno che non ti chiami Juventus e ritieni giusto anticipare a gennaio quell’operazione prevista in estate ma che originariamente avevi programmato per l’estate precedente. Leggi Axel Witsel. Tre anni fa la Roma bruciava la concorrenza investendo pesantemente su Radja Nainggolan. Lo scorso gennaio riportava in Italia El Shaarawy e pescava Perotti dal Genoa. Gente pronta all’uso, in rampa di lancio o caduta quasi in disgrazia. Ma abilmente arruolabile grazie al lavoro di un tecnico che sa tirare fuori il meglio da ogni singolo calciatore. La lista proposta comprende atleti che in A giocano (alcuni poco) o che sono pronti al rientro dopo esperienze non positive. Gente che non ha bisogno dell’interprete, che puoi mandare in campo un quarto d’ora dopo averla presentata.

LA JUVE HA BISOGNO DI UN CENTROCAMPISTA
Ma cosa, e chi, serve a chi? La Juventus ha bisogno di un centrocampista, perché doveva arrivare in estate e perché Marchisio è appena rientrato dopo sei mesi di stop. Witsel convince fino a un certo punto. Il nome giusto sarebbe quello di Milan Badelj, metronomo di una Fiorentina che non gira al massimo. Agente (Dejan Joksimovic) ingombrante che non perde mai occasione per dire che il suo assistito merita qualcosa di più grande della squadra viola, rapporto che si sta deteriorando sia col club sia con la tifoseria. È nel mirino del Milan, ma in attesa del closing sistematicamente rinviato e di capire quanta disponibilità abbia il club rossonero quando sarà finalmente cinese, il croato sarebbe perfetto nei meccanismi di Allegri, che in un anno ha perso Pirlo, Vidal, Pogba e parzialmente Marchisio.

ROMA A CACCIA DEL SOSTITUTO DI SALAH
La Roma a gennaio saluterà Mohamed Salah che giocherà la Coppa d’Africa. La coppia che affiancherà Dzeko sarà composta da Perotti ed El Shaarawy, ma avere un esterno di attacco pronto all’uso farebbe comodo a Spalletti. Che da anni apprezza Alejandro Gomez, da quando giocava a Catania. Facile strapparlo alla rivelazione Atalanta? Niente affatto, ma dove vuole arrivare l’Atalanta? A gennaio sarà probabilmente già salva, difficilmente finirà il campionato in zona Europa, il calcio è pieno di squadre sorpresa che a stagione in corso cedono alle lusinghe dei top club vendendo elementi di spicco della rosa. A maggior ragione se sul piatto puoi mettere il grande mistero recente del campionato, Juan Manuel Iturbe, un ufo a Roma, che Gasperini stava per avere a disposizione in rosa già nel 2015, prima che Sabatini in extremis lo negasse a Preziosi e al Genoa. Papu Gomez economicamente meno impegnativo di Memphis Depay, uno degli esuberi di lusso del Manchester United. Col ritorno di Mario Rui e l’auspicata crescita di Emerson Palmieri, la Roma potrebbe decidere di non tornare sul mercato per l’esterno di difesa, che magari tornerà utile all’Inter. Sulle fasce a Milano non hanno pace dagli addii di Maicon e Maxwell, i nerazzurri sono sulle tracce di Silvan Widmer, sul punto di lasciare Udine da almeno due anni, e di Matteo Darmian, a proposito di esuberi dello United. Darmian piace anche al Napoli, dove Sarri è tornato ad affidarsi anche a Maggio, forse un po’ troppo in là con gli anni.

NAPOLI SENZA PACE PER IL CENTRAVANTI
Dalle parti del Vesuvio non c’è pace per il centravanti. Salutato Higuain, accolto con piacere Milik, dopo l’infortunio grave del polacco ci si è tornati a interrogare sull’opportunità di affidare l’area avversaria a Manolo Gabbiadini, che finora ha mostrato una personalità inversamente proporzionale al talento calcistico. De Laurentiis ha recentemente parlato di Aubameyang, ma aldilà delle preferenze di Sarri, il funambolo del Borussia Dortmund costa almeno 60 milioni di euro e di sicuro non parte a gennaio. E allora piedi per terra e magari telefono pronto per chiamare Preziosi. C’è Leo Pavoletti che rientrato dopo un fastidioso infortunio ha ricominciato a fare gol. È vero, in estate il patron del Genoa chiuse la porta, ma soprattutto perché il Napoli non bussò con convinzione. Preziosi è un presidente che non fa distinzione fra estate e inverno. Se fiuta l’affare, venderebbe anche se il mercato fosse aperto ad aprile. E magari in cambio otterrebbe proprio Gabbiadini, che tornerebbe a Genova dove si è già messo in mostra, ma con la Sampdoria. Da non scartare l’ipotesi Simone Zaza, che al West Ham non si è mai ambientato, ma che in A non faticherebbe a riadattarsi, magari sdebitandosi con quella squadra a cui segnò (con deviazione) il gol che ha forse consegnato alla Juventus il quinto scudetto consecutivo.

LE MOSSE DI MILAN E INTER
Il Milan sogna. Badelj, Paredes. Possibile ma non probabile il primo. Proibito il secondo (la Roma nonostante le voci di mercato non lo vende). I rossoneri avrebbero chiesto al Napoli Diawara se il guineano non avesse scalato le gerarchie di Sarri, seguono le evoluzioni del giovane Lorenzo Pellegrini del Sassuolo (la Roma ha mantenuto il diritto di riacquisto, piace molto anche alla Juventus) e, a proposito di Genoa, hanno allacciato contatti per Tomas Eduardo Rincon, nazionale venezuelano di ottima resa. L’Inter a gennaio potrebbe cedere di nuovo Ranocchia, che fa panchina a Miranda e Murillo. Il colombiano quest’anno fatica a ripetersi sui buoni livelli della prima stagione in Serie A. Può servire un difensore centrale. Possibilmente italiano. La garanzia Francesco Acerbi, oramai colonna del Sassuolo. O una delle rivelazioni in questo ruolo, Mattia Caldara, già nel giro delle Nazionali azzurre. È del 1994, è nato il 5 maggio. Potrebbe far riconciliare i tifosi interisti con quella nefasta data.