Redazione

Con una rosa ridotta pressoché all’osso (e tra le polemiche di chi seguirà la squadra a Pinzolo e non vedrà quasi nessuno dei big), riparte la stagione della Roma, che si raduna a Trigoria prima di raggiungere il Trentino. Fa eccezione uno dei nuovi acquisti di Monchi, Karsdorp, che si è già avviato verso nord per viaggiare comodamente dopo il fastidioso intervento al ginocchio effettuato negli scorsi giorni. Il morale non è esattamente alle stelle, almeno non quello dei tifosi, che stanno vivendo questo mercato con molte più ansie rispetto alle scorse sessioni.

L’arrivo di Monchi doveva significare il cambio di marcia della strategia giallorossa, volta a rafforzare una squadra che se è arrivata dietro solamente alla Juventus schiacciasassi, migliorando per la seconda volta in quattro anni il suo record di punti, così scarsa in fondo non deve essere. Ma la rivoluzione dell’andaluso passa e passerà da diversi addii, alcuni necessari e dolorosi, altri dovuti a precise strategie. Già salutati Salah e Paredes, Mario Rui si è praticamente promesso al Napoli (rischiando di lasciare scoperta la fascia sinistra, con Palmieri che necessiterà di qualche mese per recuperare dall’infortunio di Roma-Genoa), mentre Rüdiger sembra ben avviato verso Londra.

L’addio del centrale tedesco pare chiudere le porte a qualsiasi offerta per Manolas, che a questo punto rimarrebbe come punto fermo della nuova difesa di Di Francesco. Eppure c’è un MA bello grosso, perchè al greco va adeguato l’ingaggio per giungere al tanto sospirato rinnovo del contratto, attualmente in scadenza 2019. Qualcosa tra Manolas e la Roma sembra essersi rotto, forse definitivamente, e la sensazione è che, nonostante la cessione di Rüdiger, la permanenza in giallorosso del difensore ellenico non sia così scontata. L’interesse non manca, con Inter, Napoli e Paris Saint-Germain spettatori molto attenti dell’evolversi di questa situazione.

manolas monchi

Kostas Manolas

PSG che tra l’altro per assicurarsi il greco potrebbe mettere sul piatto uno dei nomi caldi per l’attacco giallorosso, quel Lucas Moura acquistato dai francesi nel 2012 per 35 milioni e che è nella lista di Monchi per coprire il buco lasciato dalla partenza di Salah. Per il reparto offensivo la Roma guarda in Francia in tutti i sensi, perchè come vice-Dzeko si pensa sempre più insistentemente a Defrel, che Di Francesco conosce bene, mentre un’alternativa sulla destra potrebbe essere rappresentata da Thauvin, a cui però il Marsiglia dà una valutazione ritenuta troppo alta dalla dirigenza romanista.

La Roma, come già ripetuto, non vende solamente, ma al momento la tifoseria non sembra trascinata dai nuovi acquisti. E la situazione ambientale potrebbe peggiorare di gran lunga se effettivamente venisse aperta (anzi, riaperta) una trattativa in uscita per Manolas. Significherebbe, sostiene la piazza, smantellare quasi completamente una difesa che lo scorso anno non era sembrata sempre irreprensibile, ma che nell’immaginario collettivo dei supporter capitolini è comunque molto competitiva. E allora agli occhi dei supporter è accettabile un addio, seppur non indolore come quello eventuale di Rüdiger, ma salutare anche il greco sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso di una pazienza che ormai sembra quasi terminata.

Senza la strana coppia, la Roma partirebbe con al centro della difesa il duo composto da Fazio e Moreno, con solamente Juan Jesus ed eventualmente il rientrante Castan come alternative. Non esattamente un reparto arretrato da Champions. Che di certo verrebbe rivoluzionato con i soldi ricevuti, ma che agli occhi di molti lascerebbe andare due certezze per affidarsi a quelle che al momento sarebbero delle scommesse. I nomi che circolano sono molti, ma se questi primi mesi di Monchi a Trigoria hanno insegnato qualcosa, è che il DS giallorosso gioca molto bene a carte coperte e difficilmente fa trapelare troppe informazioni riguardo le operazioni in entrata.

monchi hegel

Il direttore sportivo della Roma Monchi insieme a Mauro Baldissoni, a.d. dei giallorossi.

Il che è perfetto da un punto di vista societario, perchè permette di operare con discrezione su quelli che sono i veri obiettivi, ma di certo non è un metodo molto apprezzato dai tifosi, almeno fino a quando non vengono messi di fronte al fatto compiuto, all’acquisto di peso. I nomi di Jemerson o di Foyth per sostituire Rüdiger o Manolas non rassicurano certo l’ambiente, già in febbrile concitazione nonostante, in fondo, il mercato sia appena iniziato. Poi magari arriveranno i grandi colpi, quelli ad effetto, in grado di scatenare la fantasia del tifoso, che a quel punto, ma solo allora, apprezzerà davvero il lavoro di Monchi. Il DS è sereno, e ne ha ben donde, dato che, nonostante l’immotivato scetticismo che lo circonda, ha già portato a casa acquisti non di nome, ma di peso. Serenità che dovrebbero abbracciare anche i tifosi, vista la capacità dello spagnolo di sorprendere tutti con blitz improvvisi e importanti.

Monchi, per sue parole, ritiene molto più importante comprare bene che vendere bene. Al momento la fase in uscita gli sta riuscendo alla grande, con oltre settanta milioni arrivati nelle casse di Trigoria in attesa dell’ufficialità dell’accordo per Rüdiger. Ma l’ex Siviglia si trova davanti al primo grande bivio della sua carriera in giallorosso. Il mercato in entrata dovrà convincere, se non con i grandi nomi almeno con i risultati. Chi lo conosce si fida, la società anche. Ma devono parlare i fatti. Altrimenti la graticola è già pronta.