Redazione

Michela Catena è una giovanissima calciatrice del Tavagnacco. Centrocampista classe 1999, 18 anni da compiere a dicembre ma tanto, tantissimo da raccontare. Attraverso una lettera, scritta a sé stessa. Righe che trasudano rara sensibilità. La sensazione è che la ragazza ne abbia tanta nei piedi quanto nella penna. Un talento rarissimo.

Dammi tre parole: pallone, cuore e amore

Michela, a detta di tutti, è troppo piccola per giocare a calcio: ed è poco più di una bambina quando semina terrore fra i maschietti dell’Osimana, provincia di Ancona. Centrocampista di fantasia, a volte troppo innamorata del pallone, di certo con movenze e visione di gioco da calciatrice vera. Molto più gracile degli altri, ma, oltre che abile, infinitamente più tenace. Perchè, citandola “nello sport, soprattutto nel calcio, non bisognerebbe mai sentirsi arrivati, ma imporsi sempre nuovi obiettivi, per non perdere la voglia, la passione e la cattiveria agonistica”. Cosi come è successo nei primi allenamenti con la Jesina, la squadra femminile che l’ha fatta esordire in serie B.

Il calcio che conta, a 16 anni

Corre il 2013, neanche 16 anni. Quanto basta per sentire una “sana” paura, trasformata nel coraggio di intraprendere una nuova sfida, coronata, due anni dopo, nella promozione un Serie A. Una gioia immensa, che però non ha coinciso con le soddisfazioni personali. Infortuni e contrattempi muscolari la tengono spesso lontano dal campo. In tribuna, dove si soffre. La Jesina mastica amaro: retrocessione in B.

Una nuova avventura in serie A

Michela però resta nel massimo campionato. Nel Tavagnacco. E siccome quando la ruota gira, spesso si porta dietro buone notizie, ecco che arriva anche la convocazione in Under 19. Ancora una volta, però, la sfortuna la perseguita. Nuovo infortunio muscolare. Niente di grave, questa volta, ma quanto basta per rimandare l’appuntamento con l’azzurro. Poco male c’è sempre una nuova opportunità. “E poi chissà, con un po’ di ottimismo, potrebbe passare un altro treno, e questa volta non tarderai ad essere davvero pronta”. In bocca al lupo, allora.