Adriano Stabile

Una lettera d’addio al suo amato calcio. È la commovente strada che ha scelto lo spagnolo Michu per salutare il mondo del pallone, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ufficialmente nove giorni fa per colpa di un infortunio alla caviglia che lo tormenta da tempo.

La commovente lettera di Michu

Michu, 31 anni, con un passato fugace anche nel Napoli (tre presenze in campionato tra agosto e ottobre del 2014), ha pubblicato la lettera sul proprio profilo Twitter, in inglese e spagnolo: «Caro calcio, lo stato attuale della mia caviglia destra, secondo gli ultimi esami medici, è arrivato a un punto che mi obbliga a dirti addio come calciatore professionista. Anche se ti dico addio con tanto dolore, so che saremo sempre uniti. Ti ringrazio dal profondo del cuore per tutti i momenti magici che mi hai regalato durante tutto questo tempo. Mi sento un privilegiato per aver realizzato il sogno di tanti bambini, quello di diventare un professionista di questo sport».

«Grazie a te la gente mi ha regalato un affetto impagabile che non potrò mai restituire. Sento di non aver fatto nulla per meritare tutto questo. Mi hai portato a Vigo per giocare col Celta, a Madrid nel Rayo Vallecano, in Galles nello Swansea City, in Italia nel Napoli, a La Felguera per giocare col Langreo e sei riuscito a farmi rappresentare il mio paese con la maglia della nazionale, dividendo gli spogliatoi con i compagni che erano campioni del mondo». 

«Grazie a te ho conosciuto tanti paesi e città meravigliose, ma ti sono soprattutto grato per la gente che ho incontrato attraverso te e che porterò nel mio cuore per tutta la vita. Voglio dedicare un ricordo speciale al Real Oviedo perché questo club mi ha insegnato tutto quello che sono stato in grado di fare in campo. Un ricordo speciale per tutti gli “oviedistas” del mondo, senza di loro non sarei stato così felice durante questo viaggio». 

«Ogni parola di sostegno mi ha fatto andare avanti, quando chiunque avrebbe gettato la spugna. Prima di chiudere, voglio dirti che mi considero un ragazzo perbene grazie all’educazione che mi ha dato la mia famiglia e che ho sempre cercato di dare tutto quello che avevo dentro, in ogni club in cui mi hai portato. Se in qualche momento ho deluso qualche tuo tifoso, che ti ama alla follia come me, chiedo scusa di cuore». 

«Ti ringrazio eternamente, amico. Ti sarò sempre debitore!
Per sempre tuo Miguel Pérez Cuesta “Michu”»

Michu lettera calcio

La lettera di addio al calcio pubblicata da Michu in inglese su Twitter

La storia di Michu, tormentato dagli infortuni

Nato il 21 marzo 1986, Michu ha giocato da prima punta, seconda punta o trequartista. Veloce, tecnico e forte fisicamente, non ha comunque mai segnato valanghe di gol in carriera. Nato ad Oviedo, nelle Asturie, si è messo un luce nella squadra della sua città natale tra il 2003 e il 2007. Successivamente è passato al Celta Vigo (2007-11), al Rayo Vallecano (2011-12), ai gallesi dello Swansea City (2012-14), al Napoli (2014-15), al Langreo (2015-16) prima di chiudere nel suo Real Oviedo, raccogliendo 27 presenze e un gol nell’ultima stagione in Serie B spagnola.

Di fatto, nella sua carriera, Michu ha giocato nella Liga soltanto per una stagione, con il Rayo Vallecano (37 presenze e 15 reti nel 2011-12), raccogliendo per il resto presenze nella Tercera Division, nella Segunda B, nella Segunda, in Premier League (di cui, per qualche settimana, è stato capocannoniere) e in Serie A. Nella nazionale spagnola ha giocato una sola gara, l’11 ottobre 2013, in occasione della sfida vinta 2-1 sulla Bielorussia a Palma de Maiorca nelle qualificazioni ai Mondiali 2014.

Insigne gli spiega la Champions a Napoli

«Napoli è il massimo, voglio entrare nel cuore dei tifosi – le parole dell’attaccante spagnolo il 25 luglio 2014, a Dimaro, in occasione della sua prima conferenza stampa da calciatore del Napoli –l’impressione è molto buona, l’ambiente è bellissimo e sto cercando sin da subito di trovare la forma migliore per arrivare al top quando comincerà la stagione. Insigne mi ha mostrato un video del San Paolo che canta l’inno della Champions League e mi è venuta la pelle d’oca».

Già all’epoca la caviglia gli dava problemi (dopo aver sofferto anche di un infortunio a un ginocchio) e l’esperienza di Michu al Napoli è rimasta ridotta ad appena 6 presenze (3 in campionato, una nei preliminari di Champions e 2 in Europa League) tra agosto e ottobre del 2014. A fine stagione De Laurentiis l’ha restituito allo Swansea, che era ancora proprietario del cartellino dello spagnolo.

La combine per far retrocedere il Villarreal

Il 13 maggio 2012 l’attaccante spagnoo fu protagonista di un “biscotto” all’ultima giornata della Liga, nel match tra il suo Rayo Vallecano e il Granada, entrambe alla ricerca della salvezza ai danni del Villarreal, impegnato in casa contro l’Atletico Madrid. Il risultato dei due incontri, inchiodato sullo 0-0 fino a pochi istanti dalla fine, si sbloccò all’88’ quando Falcao portò in vantaggio l’Atletico. A quel punto, con il Granada matematicamente salvo a prescindere dal risultato del suo match, Diego Costa e Michu del Rayo spiegarono agli avversari in campo che ormai erano salvi e magicamente, al 90’, arrivò la rete salvezza del Vallecano grazie a Raul Tamudo.

Michu, dopo il match, fece più di una mezza ammissione: «Quando è arrivata la notizia del gol dell’Atletico al Villarreal ho detto ai ragazzi del Granada che erano salvi. Loro mi hanno detto di giurarlo». Negando però di aver chiesto di lasciar segnare il Rayo. Lo scandalo si risolse in una bolla di sapone, senza conseguenze disciplinari. Chissà se oggi qualche tifoso del Villarreal avrà avuto la voglia di commuoversi di fronte alle parole d’addio di Michu.