Adriano Stabile

Il bel Torino di Sinisa Mihajlovic, che aveva impressionato per capacità realizzativa a inizio stagione, sta pian piano sfiorendo con il passare delle settimane: l’incontestabile sconfitta di lunedì sera con la Lazio («loro sono più forti di noi e lo hanno dimostrato» è l’amara constatazione dell’allenatore serbo dopo il match) fa scendere i granata al decimo posto, completamente tagliati fuori da ogni velleità europea.

Un vero peccato per una formazione che ha il capocannoniere del campionato, Andrea Belotti con 22 reti, e che era sesta a fine novembre dopo 14 giornate, a 4 punti dal secondo posto e con un attacco super capace di firmare 31 gol, a oltre due di media per gara (solo la Roma, in quel momento, aveva fatto meglio con 33 reti). Da allora, in tre mesi e mezzo, il Toro ha vinto soltanto tre gare ufficiali sulle 15 disputate (Coppa Italia compresa): 25 i punti granata nelle prime 14 giornate di campionato a fronte di 14 punti nelle successive 14 gare (perdonateci la ripetizione, ma i numeri son questi).

Mihajlovic e quel calo ormai fisiologico

Purtroppo, per i tifosi del Torino, sembra una consuetudine che le squadre allenate da Sinisa Mihajlovic partano bene per poi calare alla distanza. Nel campionato 2008-09, alla stagione d’esordio su una panchina di Serie A, l’ex difensore di Lazio e Inter subentra a Daniele Arrigoni, nel Bologna, dall’11ª giornata: prende in mano una squadra che aveva incassato 8 sconfitte in 10 partite e la trascina a una striscia di imbattibilità che dura 9 gare di fila (7 pareggi e 2 vittorie). L’incantesimo si rompe a fine gennaio, con una sconfitta per 4-1 al Dall’Ara contro il Milan: inizia così una serie di 12 partite in cui gli emiliani racimolano 2 vittorie, un pareggio e ben 9 sconfitte. Le ultime 4, consecutive, costano a Mihajlovic il posto sulla panchina bolognese che passa in mano a Giuseppe Papadopulo.

Mihajlovic calo

Sinisa Mihajlovic ai tempi del Catania

NEL CATANIA UNA FLESSIONE LEGGERA
Nel 2009-10 l’allenatore serbo subentra dopo 15 giornate a Gianluca Atzori sulla panchina del Catania e riesce a completare la stagione. Il cammino stavolta è sostanzialmente costante, pur con una leggerissima flessione: guida gli etnei per 23 partite ottenendo 18 punti nelle prime 11 gare e altrettanti nelle successive 12. Spiccano le vittorie per 2-1 a Torino sulla Juventus di Ciro Ferrara, il 3-0 sul Parma, l’1-0 a Roma sulla Lazio, il 3-1 sull’Inter.

IL CALO ALLA FIORENTINA GLI COSTA IL POSTO
Nel 2010-11 Mihajlovic passa alla Fiorentina sin dall’inizio del campionato e stavolta il suo rendimento è in crescendo: al giro di boa del girone d’andata i viola totalizzano 23 punti mentre nel ritorno ne mettono in cascina 28. Torna al suo cliché nelle 10 partite alla guida della Fiorentina nel campionato successivo: 6 punti nelle prime 3 gare e altrettanti nelle successive 7. I Della Valle si spazientiscono e lo esonerano, sostituendolo con Delio Rossi.

Nella Sampdoria 2014-15 il dato più eclatante: alla conclusione del girone d’andata i blucerchiati sono la sorpresa del campionato, terzi con 33 punti. Nel ritorno ne raccolgono 10 di meno chiudendo al settimo posto

Revival Ferrero-Mihajlovic al derby di Genova di sabato (foto Premium Sport)

ALLA SAMPDORIA PER DUE ANNI LO STESSO ANDAMENTO
Dopo aver fallito la qualificazione ai Mondiali 2014 con la nazionale serba, l’ex difensore slavo passa alla Sampdoria, nella stagione 2013-14, all’epoca nelle mani del petroliere Edoardo Garrone. Mihajlovic sostituisce proprio Delio Rossi, che l’aveva rimpiazzato ai tempi di Firenze, dopo 13 giornate. Nelle 26 gare sotto la gestione del tecnico serbo, i blucerchiati raccolgono 36 punti: 19 arrivano nelle prime 11 gare, 17 punti nelle successive 15 partite, chiuse con 5 sconfitte nelle ultime 7 giornate. Il calo, anche stavolta, è netto.

Nel 2014-15, sempre in sella alla Sampdoria, la musica non cambia: alla fine del girone d’andata i blucerchiati sono la sorpresa del campionato, terzi a 33 punti alla pari del Napoli e con sole 2 sconfitte al passivo. Il tracollo però è in agguato: nelle 19 gare di ritorno la Samp ottiene 23 punti (e 6 sconfitte), chiudendo al settimo posto in classifica, fuori dall’Europa, a tre lunghezze dagli “odiati” concittadini del Genoa. Solo il mancato rilascio della licenza Uefa ai cugini rossoblù riporterà il sorriso nella Sampdoria, che acciuffa così un posto nell’Europa League. Mihajlovic a quel punto lascia la Liguria per accettare la corte del Milan.

MALE AL MILAN, BERLUSCONI CHIAMA BROCCHI
Il rendimento in rossonero, nella scorsa stagione, è costantemente negativo: la squadra, costruita male, è troppo discontinua e non riesce mai a inserirsi nella zona alta della classifica. Dopo 16 gare il Milan è settimo con 25 punti: ne fa altri 24 nelle successive 16 prima che Berlusconi perda definitivamente la pazienza sostituendo Mihajlovic con Brocchi. Il calo risulta più evidente se si considera che i rossoneri fanno 19 punti nelle prime 11 giornate (media 1,7 punti a partita) e 30 nelle successive 21 con Mihajlovic in panchina (media 1,4 a partita).

Vista così, sembra davvero difficile, per il Torino odierno, pensare a una sterzata positiva nelle ultime 10 gare di campionato.