Redazione

Un pianto. Greco. Il Milan di Vincenzo Montella, che osserva da vivo il suo funerale (citazione dello stesso tecnico) è una tragedia. Il gioco latita, la personalità è sconosciuta. Dopo un doppio 0-0 contro l’AEK Atene e la presenza, sempre più inquietante, di Mirabelli dietro la panchina del tecnico, il destino dell’allenatore rossonero è quanto mai in bilico. E il futuro prossimo, aperto a qualsiasi scenario. Montella si gioca la panchina in casa del Sassuolo, non esattamente una grande prospettiva, considerando corsi e ricorsi storici.

Il popolo rossonero, invece, ha già deciso

Non servirà aspettare domenica, invece, per conoscere gli umori della piazza, che, seppur virtuale, non lascia spazio ad equivoci. La sentenza è emessa: #montellaout. Di certo, le prestazioni non aiutano. Partita scialba, piatta. Talmente poco emozionante da spingere il pubblico greco, notoriamente passionale, a lasciare gli spalti con qualche minuto d’anticipo. Un ennesimo miracolo che i tifosi rossoneri si sarebbero volentieri risparmiato. Tant’è, questo passa il convento. E il paradosso: c’è anche da essere contenti. Considerando quanto accaduto a Vienna, il Milan ha la qualificazione in tasca. Basterà a Montella per guadagnare fiducia? Beh, la sfida di Atene ha detto poco. Il Milan, a tratti, ha tenuto il campo e ha anche preso per mano la partita. Se c’era una squadra che ha dato la sensazione di poter vincere di certo non è stata l’AEK. La coperta, però, resta corta: adesso i rossoneri subiscono di meno, ma creano pochissimo. Prima, almeno, trovava con continuità la via del gol: nelle ultime nove partite, per ben sei volte l’attacco rossonero è risultato assente ingiustificato.

I due capitani, l’ultima scialuppa del Milan

Montolivo vive un momento particolarmente difficile. Fino a pochi mesi fa era capitano. Oggi gioca in un Milan che conosce poco, non certo per scelta sua. Nel prepartita, il centrocampista è stato molto onesto nel manifestare con decisione e intelligenza le proprie ragioni. E ha trovato il modo migliore per mettere in difficoltà Montella, che sul campo continua a cambiare. Forse per conoscere meglio le caratteristiche di tutti i componenti della rosa? A novembre? Possibile che non siano già arrivate le risposte definitive? Lodevole, comunque, che alle parole siano seguiti i fatti. Il centrocampista ha giocato una partita di sostanza, sfiorato il gol e preso per mano con personalità i compagni. Anche questi piccoli segnali fanno ben sperare. In risalita, seppur molto leggera, anche Bonucci. Ci si accontenta di poco, di questi tempi. E ci si aggrappa ai “capitani”. Saranno loro la scialuppa? O Montella finirà a fondo a breve?