Francesco Cavallini

Cinque reti in sessanta minuti scarsi, che trascinano il Milan alla vittoria in terra straniera e che finalmente sgombrano le nuvole che si erano addensate sui rossoneri dopo la sconfitta con la Lazio. Certo, l’Austria Vienna non era esattamente un banco di prova attendibile, ma il risultato e la prestazione confermano che la squadra c’è. E c’è soprattutto Andrè Silva, il bomber di coppa, che della cinquina rifilata agli austriaci realizza ben tre reti. Sommate alle due nelle qualificazioni, siamo a cinque in sei partite. Alla faccia di chi già lo additava come bidone strapagato e vaticinava per lui un futuro da…Gabigol.

Andrè Silva nel club dei triplettisti rossoneri

Più che Gabigol, questo Silva sembra Kakà. L’amatissimo brasiliano è stato infatti l’ultimo milanista a realizzare una tripletta nelle coppe europee. Parliamo del lontano 2006, quando il Milan di Ancelotti schianta l’Anderlecht in Champions League per 4-1 con prestazione maiuscola del fantasista carioca. Piccola nota di colore (e magari di buon auspicio), quella squadra è poi arrivata alla finale di Atene ed ha sollevato la Coppa. Ma nella storia rossonera Silva e Kakà sono in ottima compagnia. C’è Pippo Inzaghi, recordman milanista di triplette nella massima competizione continentale (3) o Sheva, che invece le marcature multiple se le teneva spesso e volentieri per il campionato.

Un artista sul filo del fuorigioco

Destro, sinistro, non importa. Il risultato è sempre quello. Tre tiri, tre gol, medie da cecchino per questo giovane portoghese, che magari non ruba sempre l’occhio (nonostante un’ottima tecnica di base), ma che sa sempre trovarsi al posto giusto al momento giusto. Ovvero sul filo del fuorigioco. Con movimenti e scatti tempestivi (che ricordano molto quelli del Superpippo nazionale), Silva riesce quasi sempre a scardinare la linea avversaria e a ritrovarsi faccia a faccia con il portiere avversario. Le conclusioni non sono sempre il massimo, ma l‘importante è gonfiare la rete, cosa che al ragazzo riesce benissimo.

Eppure il posto in squadra non è garantito

Basterà per tenersi stretto il posto da titolare? Chissà. Il suo compagno di reparto Kalinic ha fatto intravedere buone cose, pur non entrando nel tabellino dei marcatori. Suso è sempre Suso e il suo inserimento proprio al posto del croato sta a significare che per una maglia nell’attacco rossonero c’è anche lui. Le azioni di Cutrone e Borini sono in leggero ribasso, ma con Montella i tifosi hanno imparato che nulla è scontato. Neanche il modulo, che in vista dei prossimi impegni potrà di nuovo cambiare, magari per trovare una collocazione migliore a giocatori come il ritrovato Çalhanoğlu. Che se da mezzala si è molto divertito (e ha fatto divertire), da trequartista potrebbe fare sfaceli.