Redazione

Nonostante la roboante vittoria a San Siro contro un’Austria Vienna non proprio trascendentale, suona comunque qualche campanello d’allarme in casa Milan. Un errore che naturalmente può serenamente passare in cavalleria grazie al risultato finale, ma che, essendo arrivato a inizio partita, ha gelato il sangue ai tifosi rossoneri e fatto temere una debacle che avrebbe rischiato di spedire Montella lontano della sua panchina senza neanche passare dal via. Il regalo ai biancoviola è corale, ma i protagonisti principali sono due. Prima Gigio Donnarumma sbaglia il tempo dell’uscita e si fa saltare da Monschein, poi interviene Bonucci e la storia diventa tragicomica.

Per Bonucci l’ennesima incertezza

Non è esattamente l’anno di Leo e questo sembra essersi già capito, nonostante il capitano rossonero sia comunque inserito nella shortlist tra cui sarà possibile votare per scegliere la retroguardia delll’UEFA Team of the Year. La speranza è che molti non votino proprio dopo la partita contro l’Austria Vienna, perchè il numero 19 ne combina una quasi imperdonabile. Scivolata perfettamente coordinata per impedire al diagonale dell’attaccante austriaco e…palla che passa in mezzo alle gambe, quanto basta per finire comunque in rete. La faccia di Bonucci dice tutto. Come dicono di tutto e di più i circa ventimila spettatori arrivati a San Siro in un giovedì sera che, dal punto di vista della competizione europea, non fa altro che certificare la qualificazione del Milan, ma da quello tecnico sottolinea ulteriormente il momentaccio del centrale azzurro. Che alla fine rimedia anche qualche timido applauso quando viene sostituito. Ma non basta.

Ma resta il calciatore della rosa che ha maggior mercato

Anche perchè, visto il campionato a due velocità, la strada per la Champions è parecchio stretta e ripida e passa necessariamente per l’Europa League. Altrimenti alcune cessioni, anche eccellenti, saranno inevitabili. Come quella di Leonardo Bonucci. Del resto, in una rosa che ormai si è ampiamente deprezzata, Bonucci è l’unico che ha ancora un mercato importante e un ingaggio che incide di parecchio sulle casse del Milan. E ha anche estimatori di livello assoluto. Come Pep Guardiola, che lo ha sempre apprezzato e, nonostante un inizio di stagione con più ombre che luci, continua a stravedere per lui. Bonucci, dovesse andar via dal Milan e trasferirsi oltremanica, si orienterebbe più volentieri verso Manchester, sponda City, che al Chelsea, dove riabbraccerebbe Conte ma solo per pochi mesi.

Guardiola stravede per lui

Guardiola invece è saldissimo sulla panchina del City, dove Bonucci incarnerebbe il centrale difensivo ideale per il modo di intendere il calcio del tecnico catalano. Che all’Etihad ha fatto di necessità virtù, trasformando Stones da onesto manovale del pallone a registra arretrato, ma a cui non dispiacerebbe certo avere a disposizione qualcuno che conosce il ruolo a menadito. La linea difensiva dei Citizens non segue l’uomo, ma il pallone. Marcature preventive, movimenti sulla palla e sulla linea dei passaggi, piuttosto che attesa dell’avversario o marcatura. E poi, il calcio giocato da dietro, qualità in cui Bonucci eccelle. Dunque, soluzione ideale sia per il calciatore che per la squadra. Al City i soldi non mancano e, volendo, Guardiola un’offerta potrebbe farla. E se il Milan si ritrovasse effettivamente in grave difficoltà, nella consapevolezza che l’inseguimento alla Champions sia diventato una chimera, potrebbe anche pensarci.