Redazione

Avviso ai naviganti, soprattutto a quelli rossoneri. Jack Bonaventura, finalmente, è tornato. Il lungo stop della scorsa stagione è ormai alle spalle, il fastidio accusato in Europa League ha ritardato un po’ i tempi, ma è arrivata l’ora per il centrocampista del Milan di riprendersi il suo posto nella mediana di Montella. Che parta dalla panchina o da titolare, cambia poco. Perchè c’è una tendenza che neanche il faraonico mercato del Milan, con l’arrivo di molta concorrenza in mezzo al campo, sarà in grado di scalfire. Se viene convocato, Bonaventura gioca. Ovunque e comunque.

Bonaventura, l’adattabilità al potere

Difficile trovare una precisa collocazione tattica all’ex Atalanta. Mezzala? Trequartista? Esterno sinistro d’attacco? In realtà dipende tutto dalle decisioni dell’allenatore, perchè il ventottenne di San Severino Marche sa fare tutto e sa farlo bene. Al punto che, di riffa o di raffa, se è al 100% della condizione fisica la sua presenza nell’undici titolare è pressochè scontata. Quest’anno Bonaventura sembra destinato a fare la mezzala nel centrocampo a tre di Montella, pronto ad aiutare Kessiè in copertura o a offrire soluzioni in profondità a Biglia in fase offensiva. Potrebbe anche tornare al passato e spostarsi sull’out mancino come faceva con Mihajlovic, ma lì davanti la concorrenza è agguerrita e lasciare fuori qualcun altro oltre a Andrè Silva e Kalinic non sembra un’ottima idea.

Si è preso il Milan e non lo molla più

In mezzo al campo invece di spazio ce n’è e nessuno nella rosa rossonera può garantire il mix di quantità e qualità che caratterizza il gioco di Bonaventura. Che al Milan è giunto quasi in sordina, alla fine della sessione di mercato dell’estate 2014. Era il Diavolo di Pippo Inzaghi, quello terminato decimo, tenuto a galla dai gol di Menez e dal dinamismo del nuovo arrivato. Che infatti, dopo un inizio stentato, si è imposto nelle gerarchie divenendo un punto fisso della squadra. Cambiano gli allenatori, ma non cambia l’andazzo. Anche quando a sedersi sulla panchina di San Siro è Mihajlovic o Montella, il ritornello è sempre lo stesso. Il Milan, salvo fastidiosi infortuni, è Bonaventura più altri dieci. Certo, parliamo di rose in cui Jack era palesemente tra i migliori per valori assoluti, ma il punto è proprio questo. Nel Milan odierno, quello dei milioni cinesi, c’è anche qualche top player che non è arrivato grazie alle cose formali di Fassone e Mirabelli.

Un top player poco pubblicizzato

La rivoluzione è stata necessaria, ma non cancella il giudizio del campo. Ben vengano Kessiè, Biglia e Çalhanoğlu, la concorrenza è sempre un valore aggiunto. Ma il Milan, i suoi tifosi e soprattutto Montella non hanno dimenticato chi già era a Milanello prima del ciclone venuto dall’Oriente. E tra questi c’è Bonaventura, che magari non è un nome che fa sognare, ma che non ha nulla da invidiare a compagni con cartellini ben più pesanti del suo, pagato 7 milioni di euro tre estati fa. Cartellino che ora è lievitato, al punto che chi volesse tentare di acquistarlo dovrebbe presentarsi con almeno 30 milioni di euro e un contratto molto remunerativo da offrire al suo agente, Mino Raiola. Ma almeno fino al 2020, il rischio di vedere Bonaventura con un’altra maglia è minimo. Il Milan ha troppo bisogno di lui, dell’uomo per tutte le stagioni. E non importa chi altro arriverà in rossonero. Lui giocherà. Ovunque e comunque.