Redazione

Boring? No, Borini. Il ritorno dell’attaccante emiliano, di nuovo in Italia dopo la seconda parentesi britannica della sua carriera, è uno dei fenomeni meno pubblicizzati del nuovo Milan. Arrivato in sordina, quasi messo in ombra dai roboanti acquisti del dinamico duo Fassone&Mirabelli, l’ex Liverpool ha saputo ritagliarsi il suo spazio nello scacchiere tattico di Montella, che non rinuncia a schierarlo anche a discapito di nomi più pubblicizzati (e costosi) come Andrè Silva e Kalinic. Le stagioni in Premier hanno restituito alla Serie A un Borini diverso, più maturo, non solo per i ventisei anni compiuti, ma anche per un’esperienza che ha segnato l’uomo e il calciatore.

In Inghilterra uno dei tanti…

Perchè Fabio Borini ha fallito nel campionato inglese? Perchè le sue caratteristiche, la feroce determinazione, l’impegno continuo e costante e la volontà di sacrificarsi per la squadra non sono merce rara in Premier League. Nel football frenetico, fatto di ripartenze e fisicità straripante, Borini era uno dei tanti. Un calciatore che non infiamma i cuori. Noioso, anzi, boring, per dirla nella lingua di Sua Maestà. Quasi cento presenze con il Sunderland, una ventina con il Liverpool, ma la consacrazione (che lo attende da quando dieci anni fa si accasò al Chelsea Under-18) non è mai arrivata. 

…in Italia (e al Milan) come nessuno

Discorso diverso in Serie A. In un campionato in cui la tattica la fa da padrone, un calciatore come Borini è oro colato per qualsiasi allenatore. A partire da Luis Enrique, che nella sua stagione alla Roma ha sempre schierato l’attaccante arrivato dal Chelsea via Parma, che della fallimentare campagna giallorossa guidata dall’asturiano è stato forse l’unico a salvarsi. La conferma arriva però da Montella, che nonostante l’ampia possibilità di scelta garantita dalla rosa messagli a disposizione, non rinuncia quasi mai al numero 11. Il Milan ci ha puntato sul serio, nonostante gli scetticismi. L’emiliano è quinto nella classifica degli ingaggi più pesanti della rosa rossonera, segno che la fiducia in lui riposta ha radici molto più profonde della semplice volontà di schierare un giocatore tatticamente imprescindibile.

Personaggio dentro e fuori dal campo

L’impegno e la costanza sul rettangolo di gioco lasciano immaginare il classico calciatore schivo, tutto concentrato sugli allenamenti e poco incline al resto. E anche qui Borini stupisce. Appassionato di musica, ascolta Eminem per caricarsi prima delle partite. Da fantacalcista incallito dispensa ai tifosi consigli sui compagni da prendere (primo su tutti lui stesso, anche se per sua stessa ammissione segna meno di quanto dovrebbe un bomber da acquistare a tutti i costi). E poi si è anche conquistato un posto nelle cronache gossippare, con la graziosa presenza della moglie Erin, a cui canta “You’ll never walk alone” per lenire la nostalgia di Liverpool. Un fenomeno, calcistico e non, a trecentosessanta gradi. E, checchè ne dicano gli inglesi, tutto fuorchè boring